Disastro Torres, Graziani ultima chance
di Sandra Usai
Serie D. I sassaresi rinviano al 2021 la prima vittoria. Due obiettivi: abbandonare l’ultima posizione e risalire in classifica
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SASSARI. Il 2020 rossoblù si è chiuso all'insegna della delusione, con un pareggio (1-1) sul campo di casa contro il Nola penultimo in classifica. Un risultato “in linea" con i (brutti) precedenti, in uno scontro diretto tra poveri che alla Torres doveva dare la prima vittoria di questo disgraziatissimo campionato e invece ha portato in dono solo un misero punto. Per un totale di 2, entrambi ottenuti sul campo di casa, in 8 gare disputate. Più disastro di così.
E adesso dai social sta emergendo non più l'ovvio malcontento della tifoseria, ma un forte senso di preoccupazione per il futuro: la parola retrocessione sta diventando sempre più frequente in ambito torresino. La società in verità ha provato da tempo a correre ai ripari, costretta dai risultati a sconfessare i progetti estivi e ammettendo il suo fallimento con la sostituzione prima del direttore sportivo, con Alessandro Degli Esposti che ha preso il posto di Vittorio Tossi, e poi rivoluzionando i ranghi con un nutrito viavai di giocatori. Ha invece continuato a dare fiducia al tecnico Aldo Gardini, ma nulla è cambiato e si è resa necessaria anche aria nuova in panchina, l'ultima mossa per provare a rivitalizzare una squadra che non può neppure dirsi spenta perché in realtà non si è mai accesa. Il tecnico laziale è stato “condannato” senza più appello dalla triste pagina scritta al “Vanni Sanna” contro la modesta Afragolese, vittoriosa in rimonta con un finale-beffa. A Gardini, persona di indubbie qualità umane e di doti tecniche che nei suoi mesi sassaresi non è riuscito a esprimere come poteva e avrebbe voluto, è subentrato Archimede Graziani che ha seguito la partita di mercoledì dalla tribuna perché il suo tesseramento aveva ancora qualche aspetto burocratico da sistemare. Giocando col nome di battesimo del nuovo mister si spera che abbia tempo e modo di trovare soluzioni “geniali” per dare un volto e un carattere a questa anonima Torres, reduce da due turni casalinghi ravvicinati da dimenticare in fretta.
Nell’occasione Graziani ha mostrato il suo vivere la gara in modo sanguigno, urlando consigli e spronando i suoi nuovi ragazzi ad alzare la testa e sfoderare un piglio vincente. Il disegno stava pure riuscendo, col gol di Bilea in avvio di ripresa. Poi sono emersi i soliti problemi e le solite paure, che hanno dato coraggio e fiducia agli avversari e rimandato al 2021 la prima vittoria rossoblù. Il nuovo anno dovrà essere davvero un’altra storia, con l’abbandono dell’umiliante ultima posizione come primo passo e poi con una risalita, senza altre allarmanti pause, che riaggiusti la classifica e renda meno opaco il bistrattato blasone di una Torres che non avrà più alibi e comprensione da parte del suo popolo, già messo a dura prova dalla chiusura degli stadi. Perché, a dirla con le parole usate dal diesse Degli Esposti al termine dell'ultima gara, "la situazione è al limite dell'imbarazzante e Sassari non lo merita. Al nuovo allenatore il compito di dare un'anima a una squadra fin qui preda di troppi fantasmi.
E adesso dai social sta emergendo non più l'ovvio malcontento della tifoseria, ma un forte senso di preoccupazione per il futuro: la parola retrocessione sta diventando sempre più frequente in ambito torresino. La società in verità ha provato da tempo a correre ai ripari, costretta dai risultati a sconfessare i progetti estivi e ammettendo il suo fallimento con la sostituzione prima del direttore sportivo, con Alessandro Degli Esposti che ha preso il posto di Vittorio Tossi, e poi rivoluzionando i ranghi con un nutrito viavai di giocatori. Ha invece continuato a dare fiducia al tecnico Aldo Gardini, ma nulla è cambiato e si è resa necessaria anche aria nuova in panchina, l'ultima mossa per provare a rivitalizzare una squadra che non può neppure dirsi spenta perché in realtà non si è mai accesa. Il tecnico laziale è stato “condannato” senza più appello dalla triste pagina scritta al “Vanni Sanna” contro la modesta Afragolese, vittoriosa in rimonta con un finale-beffa. A Gardini, persona di indubbie qualità umane e di doti tecniche che nei suoi mesi sassaresi non è riuscito a esprimere come poteva e avrebbe voluto, è subentrato Archimede Graziani che ha seguito la partita di mercoledì dalla tribuna perché il suo tesseramento aveva ancora qualche aspetto burocratico da sistemare. Giocando col nome di battesimo del nuovo mister si spera che abbia tempo e modo di trovare soluzioni “geniali” per dare un volto e un carattere a questa anonima Torres, reduce da due turni casalinghi ravvicinati da dimenticare in fretta.
Nell’occasione Graziani ha mostrato il suo vivere la gara in modo sanguigno, urlando consigli e spronando i suoi nuovi ragazzi ad alzare la testa e sfoderare un piglio vincente. Il disegno stava pure riuscendo, col gol di Bilea in avvio di ripresa. Poi sono emersi i soliti problemi e le solite paure, che hanno dato coraggio e fiducia agli avversari e rimandato al 2021 la prima vittoria rossoblù. Il nuovo anno dovrà essere davvero un’altra storia, con l’abbandono dell’umiliante ultima posizione come primo passo e poi con una risalita, senza altre allarmanti pause, che riaggiusti la classifica e renda meno opaco il bistrattato blasone di una Torres che non avrà più alibi e comprensione da parte del suo popolo, già messo a dura prova dalla chiusura degli stadi. Perché, a dirla con le parole usate dal diesse Degli Esposti al termine dell'ultima gara, "la situazione è al limite dell'imbarazzante e Sassari non lo merita. Al nuovo allenatore il compito di dare un'anima a una squadra fin qui preda di troppi fantasmi.
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