Sonis terzo ai mondiali di scacchi online

Un altro successo per Francesco nel torneo under 18. «Bene così, forse pensavo più all’università che alle partite»

SASSARI. «A me piace giocare per vincere, comunque va bene così... Forse stavo pensando più agli esami dell’università che alla partita». Francesco Sonis, il genio degli scacchi di Oristano, 18 anni, campione europeo in carica, liquida così la medaglia di bronzo ai Mondiali online appena conquistata. «Sono stato battuto dal vincitore del torneo, un ragazzino prodigio indiano, per questo considero il terzo posto un onore. È stato molto bravo, anche se la prima partita l’avevo vinta io e nella seconda mi sono distratto. Ma gli scacchi sono così, non perdonano, puoi prevedere l’inizio e la fine ma in mezzo può accadere di tutto».

Francesco potrà rifarsi ai prossimi Mondiali. «I primi tre classificati accedono direttamente alla gara in programma nel 2021 senza bisogno di partecipare alle selezioni. È un bel risultato».

Il giovane scacchista ha partecipato ai Mondiali la settimana scorsa dopo aver vinto il titolo europeo online under 18: una competizione alla quale hanno partecipato più di 190 ragazzi. «Non è stato facile, erano tutti veramente molto bravi. Il livello era altissimo, sia agli Europei che ai Mondiali». Ma la verità è che Francesco è veramente bravissimo sulla scacchiera: campione nazionale a 14 anni, a 15 primo sardo a diventare Maestro Internazionale, a 16 campione europeo, a Riga. Il prossimo obiettivo è diventare Grande Maestro, il riconoscimento più altro attribuito a un giocatore dalla Federazione internazionale degli scacchi. «È un percorso lungo e difficile. Bisogna affrontare tre “norme” (tornei, ndr) da 9 partite con almeno tre grandi maestri. A gennaio ho ottenuto la mia prima prima norma di grande maestro, poi la pandemia ha bloccato tutto. Spero di riprendere il percorso il prima possibile». Intanto c’è l’università. «Sono iscritto alla facoltà di Matematica e sto studiando per sostenere i primi esami. Ora dovrò dedicare più tempo ai libri che ai Re e alle Regine». Se c’è una cosa che Francesco ha imparato a sue spese in questa pandemia, mossa dopo mossa, è che il gioco degli scacchi ha tutto un altro sapore giocato a distanza. «I tornei online sono stressanti: troppa tecnologia, troppa distanza dagli avversari. È difficile giocare a scacchi quando non vedi in faccia chi hai davanti: gli scacchi non sono solo concentrazione, calcolo e ottima memoria, ma anche empatia. Dal pc è difficile accorgersi della tensione di chi sta dall’altra parte dello schermo. Non vedo l’ora di tornare ai tornei a tavolino, è tutta un’altra cosa».

Prossimi impegni? «Ancora non ci sono gare in calendario, la pandemia ha colpito duro anche il mondo degli scacchi». La Federazione scacchistica ha annullato l’edizione 2020 del Campionato italiano a squadre e molti tornei sono stati rinviati a data da destinarsi, altri sono stati definitivamente cancellati. «Mi auguro che la prossima partita sia a tavolino, non vedo l’ora di vedere in faccia il mio avversario, così potrò batterlo meglio».

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