Il Cagliari beffato Muriel non perdona
di Roberto Muretto
L’Atalanta vince al 94’ e mette ancora più nei guai i rossoblù
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INVIATO A CAGLIARI. Sul piano psicologico è una mazzata. Il Cagliari gioca una partita determinata, alla pari con la super Atalanta, ma si prende solo i complimenti, nient'altro. E di questi tempi ai rossoblù servono punti per uscire da una situazione che diventa sempre più complicata. Il pareggio, meritatissimo, era ormai in cassaforte. E' bastata un'ingenuità nel recupero (94'), perchè il solito Muriel, uno che di gol ne ha realizzati tanti partendo dalla panchina, facesse secco Cragno. La sfortuna sembra essersi accanita contro la squadra isolana, ma non è solo iella se si perdono le partite. Anche ieri, così come era successo col Sassuolo due settimane prima, c'è stato un errore, pagato a carissimo prezzo. La squadra ha dimostrato di essere in salute. Ha messo alle corde un avversario che le ha suonate a tante big, in Italia e in Europa. Finalmente il tecnico ha trovato la quadratura e il modulo giusto, ora deve scoccare la scintilla per invertire un trend che fa sempre più paura. Un punto in nove gare e un solo gol segnato nelle ultime sei. Con questo spirito si può sperare, perchè la zona salvezza dista solo due punti e le gare che restano da giocare sono sedici.
Conferme. Stesso modulo, stessi giocatori, tranne uno. La novità nella formazione del Cagliari rispetto alla gara con la Lazio è Simeone che prende il posto di Pavoletti. Ormai c'è una alternanza tra i due attaccanti e non si capisce se questo sia un bene o una cosa negativa. Di Francesco recupera Lykogiannis e decide di dare ancora fiducia al greco. Asamoah, dato tra i possibili titolari, si accomoda in panchina. Nell'Atalanta c'è Sportiello tra i pali al posto di Gollini, l'altra novità è Pasalic trequartista. alle spalle di Ilicic e Zapata. Pessina gioca in mezzo al campo.
Rossoblù reattivi. L'approccio è giusto. Il Cagliari affronta la Dea senza timore. Pressa alto, tutti si sacrificano nella fase di non possesso. Quando devono costruire la palla circola in modo rapido, si gioca al massimo a due tocchi. L'Atalanta ci mette un po'a carburare, non riesce ad esprimere il suo solito gioco fatto di inserimenti da dietro e sovrapposizioni sulle corsie. Il merito è dei Quattro Mori che chiudono le linee di passaggio, aggrediscono e ripartono in velocità. Marin scheggia il palo dalla bandierina: è l'azione più pericolosa nella prima mezz'ora.
Gasp cambia. L'Atalanta lascia Pessina e Pasalic negli spogliatoi, dentro De Roon e Mirancuk. Ma è il Cagliari a partire in quarta creando due occasioni con Joao Pedro e Nandez. I rossoblù sono dentro la partita, non danno la possibilità ai nerazzurri di sviluppare il loro gioco e diventano a loro volta pericolosi quando affondano. La gara è equilibrata, la Dea cambia ancora. Gasperini si affida al suo talismano Muriel (sarà ancora una volta decisivo), che partendo dalla panchina ha segnato valanghe di gol.
La beffa. Di Francesco nel finale toglie un stanchissimo Nainggolan e Simeone, dentro Duncan e Pavoletti. Si passa al 3-5-2. Il Cagliari si abbassa, soffre e rischia. Prima è Gosens a calciare a botta sicura ma Godin salva, dopo Zapata, di testa, scuote la traversa. Il pareggio sembra in cassaforte ma al 94' Muriel inventa la giocata vincente, aiutato dall’incredibile 'ingenuità di Walukiewicz e Zappa, risolvendo la sfida. Il rigore, prima concesso e poi giustamente cancellato (De Roon tocca la palla mentre è Rugani e colpire l'atalantino) ha fatto sperare nel miracolo. Ma è stata solo un'illusione perchè dopo aver visto le immagini, Piccinini cambia la decisione. Un'altra mazzata per il Cagliari, che esce dal campo a mani vuote dopo una buonissima prestazione. Brutti segnali per una squadra che non riesce a svoltare. Bisogna togliersi la negatività di dosso e soprattutto non mollare. Col Torino, venerdì, sarà uno spareggio. Questo sì da non toppare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Conferme. Stesso modulo, stessi giocatori, tranne uno. La novità nella formazione del Cagliari rispetto alla gara con la Lazio è Simeone che prende il posto di Pavoletti. Ormai c'è una alternanza tra i due attaccanti e non si capisce se questo sia un bene o una cosa negativa. Di Francesco recupera Lykogiannis e decide di dare ancora fiducia al greco. Asamoah, dato tra i possibili titolari, si accomoda in panchina. Nell'Atalanta c'è Sportiello tra i pali al posto di Gollini, l'altra novità è Pasalic trequartista. alle spalle di Ilicic e Zapata. Pessina gioca in mezzo al campo.
Rossoblù reattivi. L'approccio è giusto. Il Cagliari affronta la Dea senza timore. Pressa alto, tutti si sacrificano nella fase di non possesso. Quando devono costruire la palla circola in modo rapido, si gioca al massimo a due tocchi. L'Atalanta ci mette un po'a carburare, non riesce ad esprimere il suo solito gioco fatto di inserimenti da dietro e sovrapposizioni sulle corsie. Il merito è dei Quattro Mori che chiudono le linee di passaggio, aggrediscono e ripartono in velocità. Marin scheggia il palo dalla bandierina: è l'azione più pericolosa nella prima mezz'ora.
Gasp cambia. L'Atalanta lascia Pessina e Pasalic negli spogliatoi, dentro De Roon e Mirancuk. Ma è il Cagliari a partire in quarta creando due occasioni con Joao Pedro e Nandez. I rossoblù sono dentro la partita, non danno la possibilità ai nerazzurri di sviluppare il loro gioco e diventano a loro volta pericolosi quando affondano. La gara è equilibrata, la Dea cambia ancora. Gasperini si affida al suo talismano Muriel (sarà ancora una volta decisivo), che partendo dalla panchina ha segnato valanghe di gol.
La beffa. Di Francesco nel finale toglie un stanchissimo Nainggolan e Simeone, dentro Duncan e Pavoletti. Si passa al 3-5-2. Il Cagliari si abbassa, soffre e rischia. Prima è Gosens a calciare a botta sicura ma Godin salva, dopo Zapata, di testa, scuote la traversa. Il pareggio sembra in cassaforte ma al 94' Muriel inventa la giocata vincente, aiutato dall’incredibile 'ingenuità di Walukiewicz e Zappa, risolvendo la sfida. Il rigore, prima concesso e poi giustamente cancellato (De Roon tocca la palla mentre è Rugani e colpire l'atalantino) ha fatto sperare nel miracolo. Ma è stata solo un'illusione perchè dopo aver visto le immagini, Piccinini cambia la decisione. Un'altra mazzata per il Cagliari, che esce dal campo a mani vuote dopo una buonissima prestazione. Brutti segnali per una squadra che non riesce a svoltare. Bisogna togliersi la negatività di dosso e soprattutto non mollare. Col Torino, venerdì, sarà uno spareggio. Questo sì da non toppare.
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