l’analisi
Atteggiamento e coesione di gruppo il Banco è sempre più squadra
SASSARI. L’atteggiamento, prima di tutto. E poi anche tutto il resto, perché per battere una corazzata come la Reyer Venezia è fondamentale tirare fuori il meglio. La Dinamo sabato sera ha mandato un...
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SASSARI. L’atteggiamento, prima di tutto. E poi anche tutto il resto, perché per battere una corazzata come la Reyer Venezia è fondamentale tirare fuori il meglio. La Dinamo sabato sera ha mandato un messaggio importante al campionato.
Il passo falso di Assago contro Pesaro è stato solo un episodio, mentre tutto ciò che è stato costruito in questi mesi è concretissimo e poggia su radici solide. Le “ferite” della Final Eight sono ancora evidenti, nel volto rabbuiato e nelle scarne parole del dopogara di un Gianmarco Pozzecco evidentemente ancora scottato dalle polemiche di due settimane fa.
Ma ciò che più conta, anzi l’unica cosa che conta, è che il coach sia riuscito a trasmettere ai suoi giocatori la sicurezza necessaria per affrontare nel migliore dei modi un osso durissimo come la squadra di Walter De Raffaele. E, dall’altra parte, il gruppo ha risposto dando un grande segnale di compattezza, misurabile in alcune voci statistiche (6 in doppia cifra, ad esempio), e visibile a occhio nudo nella seconda parte di gara. Dopo un buon avvio di gara e un secondo quarto di grande sofferenza, nel quale tantissime palle vaganti sono puntualmente finite nelle mani dei veneziani, i biancoblù hanno fatto un passo avanti soprattutto nell’atteggiamento e nell’intensità.
La difesa, che con la zona ha dato risultati altalenanti (ma questo dipende anche dalla vena degli avversari), è stata invece decisiva nel terzo periodo con il posizionamento a uomo: le percentuali al tiro degli ospiti sono calate, il trend palle perse-recuperate si è invertito e Spissu e compagni hanno potuto trovare diverse soluzioni rapide e ad altissima percentuale in transizione.
Breve annotazione finale sui singoli: Bendzius, al quale è stata messa la museruola sull’arco, si è reinventato giocando più vicino a canestro, cosa essenziale in chiave futura. Ethan Happ ha già fatto enormi passi avanti nel suo percorso di inserimento, mostrando, al di là della già nota qualità delle giocate nel pitturato, una interessantissima propensione ad arpionare rimbalzi e palle vaganti. E Kruslin, con il suo primo ventello sassarese, ha dimostrato di essere molto più di un onesto specialista del tiro da 3 punti. (a.si.)
Il passo falso di Assago contro Pesaro è stato solo un episodio, mentre tutto ciò che è stato costruito in questi mesi è concretissimo e poggia su radici solide. Le “ferite” della Final Eight sono ancora evidenti, nel volto rabbuiato e nelle scarne parole del dopogara di un Gianmarco Pozzecco evidentemente ancora scottato dalle polemiche di due settimane fa.
Ma ciò che più conta, anzi l’unica cosa che conta, è che il coach sia riuscito a trasmettere ai suoi giocatori la sicurezza necessaria per affrontare nel migliore dei modi un osso durissimo come la squadra di Walter De Raffaele. E, dall’altra parte, il gruppo ha risposto dando un grande segnale di compattezza, misurabile in alcune voci statistiche (6 in doppia cifra, ad esempio), e visibile a occhio nudo nella seconda parte di gara. Dopo un buon avvio di gara e un secondo quarto di grande sofferenza, nel quale tantissime palle vaganti sono puntualmente finite nelle mani dei veneziani, i biancoblù hanno fatto un passo avanti soprattutto nell’atteggiamento e nell’intensità.
La difesa, che con la zona ha dato risultati altalenanti (ma questo dipende anche dalla vena degli avversari), è stata invece decisiva nel terzo periodo con il posizionamento a uomo: le percentuali al tiro degli ospiti sono calate, il trend palle perse-recuperate si è invertito e Spissu e compagni hanno potuto trovare diverse soluzioni rapide e ad altissima percentuale in transizione.
Breve annotazione finale sui singoli: Bendzius, al quale è stata messa la museruola sull’arco, si è reinventato giocando più vicino a canestro, cosa essenziale in chiave futura. Ethan Happ ha già fatto enormi passi avanti nel suo percorso di inserimento, mostrando, al di là della già nota qualità delle giocate nel pitturato, una interessantissima propensione ad arpionare rimbalzi e palle vaganti. E Kruslin, con il suo primo ventello sassarese, ha dimostrato di essere molto più di un onesto specialista del tiro da 3 punti. (a.si.)
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