Il Cagliari respira: tamponi negativi

Dopo la positività di Cragno, sedute blindate ad Assemini I rossoblù mettono nel mirino l’Inter, Vicario è pronto 

CAGLIARI. Asseminello è stato trasformato nel Centro sportivo “precauzione”. Dopo la positività al Covid di Alessio Cragno (salterà sicuramente l’Inter ma anche la gara col Parma è a rischio, pronto il vice Vicario)), si stanno seguendo, rigorosamente, tutte le procedure previste in questi casi dal protocollo sanitario. La squadra si allena regolarmente e ogni 48 ore viene sottoposta a tamponi. Quelli fatti ieri sono risultato tutti negativi. La preoccupazione è tanta. I rossoblù si trovano in una posizione di classifica tale, che altre defezioni potrebbero creare sconquassi. È una settimana travagliata quella che porta alla sfida quasi impossibile con la squadra di Antonio Conte. Il ko con il Verona è difficile da metabolizzare e rende tutto più complicato. A nove gare dalla fine, il Cagliari deve mettere insieme al meno sedici punti per mettersi al sicuro. Un bottino importante per chi finora ha avuto più delusioni che gioie.

Ripensamenti. Semplici non rinnegherà mai le scelte fatte sabato scorso. Ma a mente fredda il tecnico forse si è reso conto che lasciare contemporaneamente in panchina Pavoletti e Simeone, è stato un errore. Questo non significa dover gettare la croce addosso a Cerri, che comunque ha perso l’attimo (era già successo altre volte), vuol dire il tempo degli esperimenti è finito da un pezzo. Così come è stata una valutazione sbagliata affidarsi a Klavan. Il difensore estone è lontano da una condizione di forma accettabile, non ha metabolizzato il gravissimo errore fatto alla Spezia. Ha giocato con la paura di sbagliare.

Scelte. Ci sono tre aspetti sui quali vale la pena di fermarsi a riflettere. Il primo è che Pavoletti deve giocare sempre. Magari anche in coppia con Simeone. Sabato nell’area dell’Hellas sono stati messi una quindicina di cross, ma in dodici di quelle occasioni, “pavo” era seduto in panchina. La seconda è Ceppitelli. Il recupro del difensore diventa fondamentale per dare più solidità alla difesa. La terza è la posizione di Nandez. L’uruguaiano è un’esterno destro. È lì che riesce a esprimere il meglio delle proprie potenzialità. Portarlo più all’interno, significa complicargli la vita. Anche sabato scorso si è visto. Quando ha potuto scatenare la sua corsa sulla fascia, ha creato situazioni pericolose.

“Vip”. Da ora in poi Nainggolan, Godin e Joao Pedro sono chiamati a dare molto di più. Non è sufficiente che giochino a sprazzi, devono stare dentro la partita con la testa e con le gambe senza pause. Inutile negare che soprattutto dai primi due ci si aspettava molto di più. Entrambi hanno deluso perchè non sono riusciti a dare il meglio. Radja è ormai un sardo d’adozione e probabilmente soffre ancora di più per questa situazione, ma non riesce ad avere continuità. Segnale che sul piano fisico c’è qualcosa che non va. L’uruguaiano, forse, non era abituato a giocare per la salvezza. Ma ha sempre avuto carattere, grinta, determinazione. Deve tirarle fuori, è il momento giusto.

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