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Sereno malgrado la sconfitta, Marco Mariotti ricorda le differenze tra la sua squadra di giovani di belle speranze e gli avversari, una corazzata costruita per la promozione diretta. «Non sono...

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Sereno malgrado la sconfitta, Marco Mariotti ricorda le differenze tra la sua squadra di giovani di belle speranze e gli avversari, una corazzata costruita per la promozione diretta. «Non sono contento quando perdo – ammette il mister – ma avevamo davanti una squadra con giocatori di categoria superiore. Chiaro che ce la giochiamo fino in fondo, ma se gli altri sono più bravi non possiamo dire nulla. Sono orgoglioso di come i ragazzi sono rientrati in campo nella ripresa e di come in inferiorità numerica hanno chiuso gli avversari nella loro metà campo. Abbiamo 5 infortunati, avevamo in campo 2 ragazzi del 2002 e un 2003. Bisogna poi tener conto che questi ragazzi ogni giorno affrontano il disagio di allenarsi a 30 chilometri dalla loro città. Manchiamo di palestra, non cerchiamo alibi ma sono cose che alla lunga pesano. Sapevamo che il girone di ritorno sarebbe stato un altro film. Dovevamo raggiungere una salvezza senza problemi, senza essere invischiati nei play out e credo ci siamo riusciti». (c.f.)

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