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Cuore, tecnica e idee È l’Italia di Nicolò

di Roberto Muretto
Cuore, tecnica e idee È l’Italia di Nicolò

Tutta l’isola in festa per Barella, trascinatore degli azzurri

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CAGLIARI. I campionati Europei stanno dando a Nicolò Barella la patente di calciatore di livello internazionale. La consacrazione definitiva per un ragazzo di 24 anni che ha superato brillantemente tutti gli step.

Il gol al Belgio, la giocata che ha messo in discesa il quarto di finale, è la firma di un campione che ne ha fatta di strada da quanto ha cominciato (ad appena tre anni e mezzo) nella Scuola calcio intitolata a Gigi Riva. Forse non diventerà mai il mito che rappresenta Rombodituono per i sardi e non solo, ma venerdì notte ha spinto i tifosi a scendere in strada per fare festa scandendo il suo nome. E c’è una regione, la sua Sardegna, che sente ancora più affetto ed entusiasmo per la maglia azzurra grazie proprio alla presenza di Barella.

Il centrocampista, nella storia del calcio, è il primo isolano ad aver realizzato un gol nella fase finale di una competizione europea o mondiale. In passato avevano partecipato Cuccureddu, Zola (c'era andato vicino, ma sbagliando un rigore contro la Germania) e Salvatore Sirigu, portiere.

Venerdì centinaia di persone si sono riversate in piazza Yenne a Cagliari, storico punto di ritrovo dei tifosi sin dai tempi dello scudetto. Ma anche a Sassari, in piazzale Segni, i clacson hanno suonato fino a tardissima sera, così come le bandiere tricolore hanno sventolato dai finestrini delle automobili.

All’Allianz Arena di Monaco di Baviera c’erano anche i genitori di Nicolò. Papà e mamma sono partiti venerdì mattina da Cagliari, hanno raggiunto Monaco di Baviera e allo stadio si sono emozionati, figurarsi quando hanno visto Nicolò esultare. Avevano già visto le tre partite giocate a Roma ma non erano andati a Londra e probabilmente non saranno presenti per la semifinale. Se poi l’Italia dovesse andare ancora avanti, si vedrà. Hanno applaudito, erano felicissimi ma senza esagerazioni, come nel loro stile di vita. Mai sopra le righe, poca esposizione mediatica. La moglie, Federica, ha visto suo marito dalla televisione. Deve badare ai tre figli. Anche lei è schiva, niente interviste. Nessuna dichiarazione. Continue le chiamate che Nicolò fa a casa, chiede costantemente dei figli che sua moglie gli passa al telefono. E lui si scioglie solo a sentire la loro voce. Nicolò ha solo 24 anni ma uno spiccato senso per la famiglia.

Barella come Tardelli. Non per l’esultanza ma per caratteristiche. Pronto a cogliere l’attimo, a colpire, a lottare su ogni pallone come se fosse quello della vita. Il centrocampista sardo ha dimostrato di saper fare molte cose, per sé e per la squadra. È un giocatore moderno che non si risparmia mai. Le radici isolane se le porta dentro. Ha senso del gioco, tecnica, osa sempre e senza paura di sbagliare. È candidato al ruolo di futuro capitano dell’Inter. È un predestinato, come ha detto Gigi Riva.

È stato Gianfranco Matteoli a portare Barella al Cagliari. e un altro Gianfranco, Zola, a lanciarlo in prima squadra. Gigi Riva a spiegargli l’importanza di indossare la maglia rossoblù. Si è poi affermato nel Cagliari guidato da Tommaso Giulini, ed è stato il più giovane capitano nella storia di un club che conserva un posto speciale nel suo cuore, nonostante ora i suoi colori siano nerazzurri. Indimenticabile il gesto di rammarico quando nello scorso campionato ha prima segnato alla “Sardegna Arena” il gol del pareggio dell’Inter e poi regalato l’assist per il sorpasso. Si è quasi scusato. La conferma della nobiltà d’animo di un ragazzo che si sente figlio speciale della Sardegna.

La corsa all’Europeo continua. Barella è pronto a scrivere una pagina importante della storia del calcio italiano. Da 53 anni gli azzurri non vincono questo trofeo. Era il 1968 e in quella nazionale giocava un certo Gigi Riva, che può essere considerato il suo padre calcistico. Sarebbe il primo a complimentarsi con lui se il sogno diventasse realtà. Nicolò e l’Italia ci credono. La Sardegna, tutta, spingerà il suo pupillo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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