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«Per me questa non è la fine ma l’inizio di una carriera»

«Per me questa non è la fine ma l’inizio di una carriera»

ROMA. «Per me questa non è la fine, ma l'inizio di una carriera. Sono contento di questa finale, spero che non sarà l'ultima. È stata una bellissima sensazione essere qui, ci voleva solo quel passo...

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ROMA. «Per me questa non è la fine, ma l'inizio di una carriera. Sono contento di questa finale, spero che non sarà l'ultima. È stata una bellissima sensazione essere qui, ci voleva solo quel passo in più...» Lo ha detto, alla fine della partita con Djokovic, Matteo Berrettini, uscito sconfitto nella finale di Wimbledon, ma nell'ovazione del campo centrale.

Berrettini ha ricevuto l’elogio pubblico di Diokovic, che ha parlato anche del proprio futuro: «È uno splendido viaggio che non si fermerà qui». Novak Djokovic entra sempre più nella storia del tennis vincendo il suo ventesimo titolo nel grande slam e annuncia l'obiettivo di provare a superare gli altri due avversari di sempre, Federer e Nadal. «Questo vuol dire – ha detto sul campo di Wimbledon subito dopo aver ricevuto il suo sesto trofeo di Wimbledon – che nessuno di noi tre si fermerà. Rafa e Roger sono delle leggende, i due giocatori più importanti che ho affrontato nella carriera e se sono così è grazie loro, mi hanno insegnato cosa dovevo fare per migliorare. I tornei dello slam a questo punto saranno la mia priorità».

Momento di imbarazzo quando gli è stato chiesto per chi avrebbe tifato fra Italia e Inghilterra, proprio davanti al pubblico londinese. Il campione serbo ha glissato elegantemente la domanda.

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