«Il Cagliari è la mia casa»
di Roberto Muretto
Ottava stagione in rossoblù per Joao Pedro: «Con Pavoletti faremo grandi cose»
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È la bandiera del Cagliari. Otto stagioni con la maglia rossoblù sono tante. Joao Pedro è l’uomo simbolo di una squadra alla quale è legato non solo dal contratto, ma anche dal cuore. E a proposito di contratto, il patron Giulini vuole blindare l’attaccante di 29 anni. Sta pensando ad un quadriennale che le parti pare abbiano già cominciato a discutere. «Otto anni sono tanti - le sue parole dal ritiro di Pejo -, principalmente perché nel calcio di oggi è difficilissimo che un giocatore rimanga per così tanto tempo nello stesso club. Sono felice, ho trovato il mio equilibrio e la squadra giusta. Il gruppo è cambiato poco, la mentalità invece dopo quel che è successo la scorsa stagione dovrà essere diversa».
Negli ultimi due campionati ha realizzato 34 gol. Giocare più vicino alla porta gli consente di sfruttare meglio le sue potenzialità. «Segnare così tanti gol mi inorgoglisce, mi mette alla pari con i brasiliani che giocano nelle più forti squadre d’Europa. Non posso permettermi di pensare individualmente, però il fatto di aver realizzato tante reti nel Cagliari, che gioca un campionato per diversi obiettivi, lo considero un merito in più. Quest’anno? So solo che voglio fare gol. Ho capito che non c’è un limite, se si ha la testa e la voglia, puoi fare quello che desideri».
Una salvezza sofferta quella dello scorso anno. Joao ha grandi meriti ma anche mister Semplici... «Non c’è dubbio - conferma Joao Pedro -. Il mister è arrivato in un momento complicatissimo, possiamo solo fargli i complimenti. Ripartiamo da lui, ci trasmette entusiasmo. Ha tanta voglia di far bene e continuare il lavoro cominciato l’anno scorso».
Con Pavoletti è in totale sinonia. I due sono amici anche fuori dal campo. «Leonardo ha fatto vedere quanto sia forte mentalmente. In un periodo difficile ci ha aiutato tanto. Ha superato i problemi fisici, quest’anno ripartiamo insieme, sappiamo quanto possiamo aiutare la squadra».
Da Sempre Joao è sensibile al tema del razzismo. Spesso ha speso parole severe anche in questa occasione risponde così: «Il razzismo nel calcio c’è ancora e si è visto nel caso dei giocatori inglesi che hanno sbagliato i rigori nella finale dell’Europeo. Solo chi ci è passato può dire quanto sia brutto. Continueremo a lottare: il razzismo, in campo e fuori, deve finire per forza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Negli ultimi due campionati ha realizzato 34 gol. Giocare più vicino alla porta gli consente di sfruttare meglio le sue potenzialità. «Segnare così tanti gol mi inorgoglisce, mi mette alla pari con i brasiliani che giocano nelle più forti squadre d’Europa. Non posso permettermi di pensare individualmente, però il fatto di aver realizzato tante reti nel Cagliari, che gioca un campionato per diversi obiettivi, lo considero un merito in più. Quest’anno? So solo che voglio fare gol. Ho capito che non c’è un limite, se si ha la testa e la voglia, puoi fare quello che desideri».
Una salvezza sofferta quella dello scorso anno. Joao ha grandi meriti ma anche mister Semplici... «Non c’è dubbio - conferma Joao Pedro -. Il mister è arrivato in un momento complicatissimo, possiamo solo fargli i complimenti. Ripartiamo da lui, ci trasmette entusiasmo. Ha tanta voglia di far bene e continuare il lavoro cominciato l’anno scorso».
Con Pavoletti è in totale sinonia. I due sono amici anche fuori dal campo. «Leonardo ha fatto vedere quanto sia forte mentalmente. In un periodo difficile ci ha aiutato tanto. Ha superato i problemi fisici, quest’anno ripartiamo insieme, sappiamo quanto possiamo aiutare la squadra».
Da Sempre Joao è sensibile al tema del razzismo. Spesso ha speso parole severe anche in questa occasione risponde così: «Il razzismo nel calcio c’è ancora e si è visto nel caso dei giocatori inglesi che hanno sbagliato i rigori nella finale dell’Europeo. Solo chi ci è passato può dire quanto sia brutto. Continueremo a lottare: il razzismo, in campo e fuori, deve finire per forza».
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