Bartolini corpo libero scolpito nell’oro
di Gianna Zazzara
Il quartese, 25 anni, primo italiano a dominare la specialità nella rassegna iridata: «Ora voglio una statua con la mia faccia»
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SASSARI. È Nicola Bartolini il nuovo imperatore mondiale della ginnastica artistica. Il quartese, 25 anni, ieri ha regalato all’Italia il primo storico oro del corpo libero ai Mondiali di Kitakyushu in Giappone con il punteggio di 14.800, davanti al giapponese Kazuki Minami e al finlandese Emil Soravuo. Solo quinto il filippino Yulo, campione uscente.
«Sono campione del mondo, sono campione del mondo – ha ripetuto quasi incredulo Nicola con la medaglia d’oro al collo –. Non ho parole per descrivere la mia felicità. È stato un lungo percorso ma ho tirato fuori gli artigli al momento giusto e ho avuto anche un pizzico di fortuna, che non guasta mai. Il favorito era il campione uscente, Carlos Yulo. Quando è andato fuori pedana ho realmente concretizzato che si poteva ambire a qualcosa di grande, era lui l’avversario da battere. Certo non pensavo di vincere l’oro».
L’oro mondiale del venticinquenne di Quartu è il primo nella storia della ginnastica azzurra al corpo libero. L’ultimo podio in questa specialità risale all’edizione di Dortmund 1966 con Franco Menichelli, olimpionico a Tokyo 1964, mentre è di Jury Chechi agli anelli a Losanna nel 1997 l’ultima vittoria azzurra in un campionato del mondo di artistica maschile.
Il successo di Nicola ai mondiali non solo scrive una pagina storica per lo sport italiano ma rappresenta anche una rivincita personale nei confronti di un destino che più volte gli ha voltato le spalle. Già vincitore della medaglia di bronzo agli Europei di Basilea dello scorso aprile e oro ai campionati assoluti di Napoli, Bartolini (1 metro e 70 per 65 chili), grande appassionato di cani e tatuaggi e nel 2011 protagonista del reality-show "Vite parallele", trova così la sua personale rivincita dopo esser stato costretto a saltare Rio 2016 per un infortunio alla spalla e soprattutto dopo aver visto sfumare il pass olimpico per Tokyo per un complicatissimo gioco di incastri tipico della ginnastica artistica. «È stato il momento più difficile di tutta la mia carriera, è stato difficilissimo riprendersi». Nicola ci è riuscito rifugiandosi nella sua Sardegna, solo con la sua famiglia, gli amici, il mare. Ricaricato, è tornato per prendersi un oro mondiale. «Prima di me solo Menichelli era andato sul podio a corpo libero, ora voglio una statua anche io». Magari senza quel tatuaggio sul collo “Unlucky”, sfortunato. Ora non vale più, complimenti Nicola.
«Sono campione del mondo, sono campione del mondo – ha ripetuto quasi incredulo Nicola con la medaglia d’oro al collo –. Non ho parole per descrivere la mia felicità. È stato un lungo percorso ma ho tirato fuori gli artigli al momento giusto e ho avuto anche un pizzico di fortuna, che non guasta mai. Il favorito era il campione uscente, Carlos Yulo. Quando è andato fuori pedana ho realmente concretizzato che si poteva ambire a qualcosa di grande, era lui l’avversario da battere. Certo non pensavo di vincere l’oro».
L’oro mondiale del venticinquenne di Quartu è il primo nella storia della ginnastica azzurra al corpo libero. L’ultimo podio in questa specialità risale all’edizione di Dortmund 1966 con Franco Menichelli, olimpionico a Tokyo 1964, mentre è di Jury Chechi agli anelli a Losanna nel 1997 l’ultima vittoria azzurra in un campionato del mondo di artistica maschile.
Il successo di Nicola ai mondiali non solo scrive una pagina storica per lo sport italiano ma rappresenta anche una rivincita personale nei confronti di un destino che più volte gli ha voltato le spalle. Già vincitore della medaglia di bronzo agli Europei di Basilea dello scorso aprile e oro ai campionati assoluti di Napoli, Bartolini (1 metro e 70 per 65 chili), grande appassionato di cani e tatuaggi e nel 2011 protagonista del reality-show "Vite parallele", trova così la sua personale rivincita dopo esser stato costretto a saltare Rio 2016 per un infortunio alla spalla e soprattutto dopo aver visto sfumare il pass olimpico per Tokyo per un complicatissimo gioco di incastri tipico della ginnastica artistica. «È stato il momento più difficile di tutta la mia carriera, è stato difficilissimo riprendersi». Nicola ci è riuscito rifugiandosi nella sua Sardegna, solo con la sua famiglia, gli amici, il mare. Ricaricato, è tornato per prendersi un oro mondiale. «Prima di me solo Menichelli era andato sul podio a corpo libero, ora voglio una statua anche io». Magari senza quel tatuaggio sul collo “Unlucky”, sfortunato. Ora non vale più, complimenti Nicola.
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