La squadra è spaventata e sbaglia le cose più facili
dall’inviato
BOLOGNA. Attaccamento alla maglia, serenità, sorte. Tre concetti sui quali Tommaso Giulini (che non è immune da responsabilità se l’avvio di stagione è stato disastroso) ha focalizzato il suo...
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BOLOGNA. Attaccamento alla maglia, serenità, sorte. Tre concetti sui quali Tommaso Giulini (che non è immune da responsabilità se l’avvio di stagione è stato disastroso) ha focalizzato il suo intervento dopo la settima sconfitta del Cagliari in undici gare. Il presidente ha mantenuto la calma, sa che in questo momento alzare i toni sarebbe controproducente. Ha parlato solo lui, ci ha messo la faccia, perchè ha capito che nello spogliatoio l'aria era pesantissima, gli animi tesi. Mazzarri ha preferito evitare i giornalisti. Troppo deluso da una squadra che alle prime difficoltà si scioglie come un gelato al sole. Eppure nel primo tempo al Bologna non aveva concesso nulla. Poi è arrivata la solita ingenuità difensiva che ha messo la gara in salita e i rossoblù non hanno avuto la forza e la personalità per reagire.
Avanti con Walter. Mazzarri non si tocca. Giulini lo ha detto subito per evitare voci incontrollate che in questo momento avrebbero effetti devastanti su una squadra che ha il morale a pezzi. «In molte occasioni il suo calcio si è visto - ha aggiunto il patron -. Certamente lui stesso vorrebbe poter incidere di più». Al Dall'Ara, a un primo tempo giocato bene e con saggezza tattica, ha fatto da contraltare una ripresa nella quale una volta subito il gol, la squadra è andata in confusione. Tanto è vero che l'unico tiro in porta è arrivato al 93'. Nemmeno i cambi fatti dal mister hanno prodotto la scossa. La conferma che se si va oltre gli infortuni e gli episodi, ai rossoblù manca personalità. Il Cagliari è inoltre troppo falloso nel palleggio, si sbagliano anche le giocate più semplici e lascia troppo spesso il pallino in mano agli avversari. Difetto cronico.
Ultimo. Mazzarri ha sempre detto che lui la classifica non la guarda. E fa bene, perchè c'è da spaventarsi. Il tecnico si è rimesso in gioco ma non si aspettava di trovarsi in questa situazione. «L'ultimo posto fa male, penso che questa squadra valga di più, ma dobbiamo dimostrarlo coi fatti, non a parole». Un altro dei messaggi mandati senza urlare ma con chiarezza da Giulini, la cui espressione è lo specchio del suo stato d'animo. Dentro è un vulcano in eruzione, che per il momento non esplode per non aggiungere tensioni ad un ambiente in fibrillazione.
Rimedi. Gennaio (e l’eventuale mercato) è lontanissimo. Nei prossimi due mesi i rossoblù dovranno tirare fuori l'orgoglio, dimostrare di trovarsi in quella posizione di classifica solo per caso. Mazzarri ha già vissuto nella sua carriera situazioni complicate ed è riuscito a venirne fuori. Ma è chiaro che l'allenatore non va in campo. Spetta ai giocatori evitare che la barca rossoblù vada a fondo. A cominciare dalla gara di sabato con l'Atalanta. D'ora in avanti bisognerà giocare con la scimitarra tra le mani, senza timore e senza risparmiarsi.
Avanti con Walter. Mazzarri non si tocca. Giulini lo ha detto subito per evitare voci incontrollate che in questo momento avrebbero effetti devastanti su una squadra che ha il morale a pezzi. «In molte occasioni il suo calcio si è visto - ha aggiunto il patron -. Certamente lui stesso vorrebbe poter incidere di più». Al Dall'Ara, a un primo tempo giocato bene e con saggezza tattica, ha fatto da contraltare una ripresa nella quale una volta subito il gol, la squadra è andata in confusione. Tanto è vero che l'unico tiro in porta è arrivato al 93'. Nemmeno i cambi fatti dal mister hanno prodotto la scossa. La conferma che se si va oltre gli infortuni e gli episodi, ai rossoblù manca personalità. Il Cagliari è inoltre troppo falloso nel palleggio, si sbagliano anche le giocate più semplici e lascia troppo spesso il pallino in mano agli avversari. Difetto cronico.
Ultimo. Mazzarri ha sempre detto che lui la classifica non la guarda. E fa bene, perchè c'è da spaventarsi. Il tecnico si è rimesso in gioco ma non si aspettava di trovarsi in questa situazione. «L'ultimo posto fa male, penso che questa squadra valga di più, ma dobbiamo dimostrarlo coi fatti, non a parole». Un altro dei messaggi mandati senza urlare ma con chiarezza da Giulini, la cui espressione è lo specchio del suo stato d'animo. Dentro è un vulcano in eruzione, che per il momento non esplode per non aggiungere tensioni ad un ambiente in fibrillazione.
Rimedi. Gennaio (e l’eventuale mercato) è lontanissimo. Nei prossimi due mesi i rossoblù dovranno tirare fuori l'orgoglio, dimostrare di trovarsi in quella posizione di classifica solo per caso. Mazzarri ha già vissuto nella sua carriera situazioni complicate ed è riuscito a venirne fuori. Ma è chiaro che l'allenatore non va in campo. Spetta ai giocatori evitare che la barca rossoblù vada a fondo. A cominciare dalla gara di sabato con l'Atalanta. D'ora in avanti bisognerà giocare con la scimitarra tra le mani, senza timore e senza risparmiarsi.
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