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Il Cagliari ha deciso: avanti con Mazzarri

Il presidente Giulini blinda l’allenatore. Antonello Cuccureddu è convinto che la salvezza sia un traguardo raggiungibile


06 giugno 2022 di Roberto Muretto


CAGLIARI. Walter Mazzarri resta in sella, la società ha definito prive di fondamento le voci che parlano di Iachini o Liverani possibili sostituti. Il presidente Tommaso Giulini blinda il tecnico al quale ha fatto firmare un biennale, con opzione per il terzo anno. Lo aveva fatto sabato anche il direttore generale Mario Passetti, lo ha ribadito ieri nuovamente il patron, facendo trapelare che il timoniere può lavorare tranquillo, la fiducia in lui è intatta da parte del club.

Antonello Cuccureddu segue le vicende della squadra rossoblù con attenzione. Non si perde una partita e da ex giocatore e allenatore, fa un’analisi molto schietta della situazione. «Mi sembra che non sia una squadra così scarsa come dice la classifica - le parole dell’ex difensore della Juventus e della Nazionale -. Vederla laggiù dispiace. Da calciatore e da tecnico non mi è mai capitato di stare all’ultimo posto, ma sul piano psicologico è un problema che ti condiziona. Vedo molto pessimismo, io vado controcorrente e dico che i requisiti per salvarsi li ha. Credo che oltre alla tattica, Mazzarri deve lavorare sulla testa dei giocatori».

Secondo lei che cosa non sta funzionando?

«Prendono sempre gol. Mi pare che finora non siano mai riusciti a chiudere una partita senza subire una rete. Secondo me la fase difensiva è un problema irrisolto. Manca un po' di organizzazione nella fase di transizione. Quando perdi palla devi essere pronto a difendere e questo non sempre succede. Con l’Atalanta il secondo gol è arrivata da una palla persa, con la squadra posizionata malissimo».

Gli infortuni stanno incidendo pesantemente?

«Su questo concordo con l’allenatore. Diciamola tutta, la rosa a disposizione non è larghissima. Quando ti mancano tre-quattro giocatori tutti insieme diventa un problema sostituirli. Lo dico perchè alcuni elementi del gruppo non so quanto sono funzionali».

Faccia i nomi.

«Intanto Farias, mi sembra che stia a Cagliari solo perchè ha un contratto. Le volte che è entrato in campo, anche per pochi minuti, non ha dato nulla alla squadra. Pereiro resta un giocatore ancora da scoprire, così come Oliva che praticamente non abbiamo mai visto. Ma se Mazzarri non li fa giocare un motivo ci sarà».

Le lacune maggiori sono a centrocampo e in difesa?

«Penso di sì. Manca un giocatore capace di verticalizzare. Marin è una mezzala, Strootman non è in forma o forse in fase calante, non lo so. Mi sembra che non stia bene fisicamente. Lui ha esperienza ma finora ha dato poco. L’errore è stato non sostituire Rog, giocatore fondamentale che al Cagliari sta mancando tantissimo».

Mazzarri in nove partite ha incassato sei sconfitte e portato a casa cinque punti.

«Non sempre il cambio dell'allenatore produce gli effetti sperati. A questo punto non so se tutte le responsabilità erano di Semplici. Nessuno ha la bacchetta magica, però Walter ha l’esperienza per riportare i rossoblù in una zona più tranquilla della classifica. Posso dire che sto vedendo molti errori in fase difensiva, con marcature approssimative. Faccio un esempio: nella gara con l'Atalanta portarsi Zapata dentro l'area, senza raddoppiarlo, è stato un suicidio».

È una squadra con poca personalità?

«Un po' penso di sì. Quando ti devi salvare bisogna giocare con grinta. Il Cagliari, purtroppo, lo fa solo a tratti».

Come se ne viene fuori?

«Le squadre che stanno nella parte sinistra della classifica non sono formate da fenomeni. Il tempo per recuperare c’è. Il compito di Mazzarri è compattare il gruppo, convincere i giocatori che possono e devono fare molto di più. Il ritiro non è un toccasana, anche se può servire».

Si dice che i brividi della scorsa stagione alla società non abbiano insegnato nulla. Lei come la pensa?

«Ho letto che il presidente Giulini ha sempre considerato Semplici un ripiego. Se veramente è così ha sbagliato a tenerlo. Si doveva partire con un nuovo progetto già dall’estate. Penso che anche sul mercato siano stati fatti degli errori di valutazione. Ma non è il momento di queste analisi, ora serve serenità, freddezza e fare tutti insieme quadrato. Solo così si può uscire dalla crisi».

Sia sincero, lei crede alla salvezza del Cagliari?

«Io dico anche di più: sono certo che ce la farà. A patto che d’ora in avanti il carattere venga fuori».

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