Mister Scotto: «Battuti da una prodezza»
Nonostante l’amarezza per lo stop casalingo il tecnico salva la squadra e se la prende con la malasorte
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SASSARI. Avrebbe voglia di urlare la sua rabbia per una sconfitta che non si aspettava e che fa male, alla classifica prima di tutto ma anche al morale di una squadra che sta raccogliendo meno di quanto potrebbe. Pierluigi Scotto si fa attendere in sala stampa ma quando arriva ha recuperato un po' di tranquillità, o forse è solo bravo a mascherare il suo stato d'animo e anche a misurare toni e parole. «La prestazione c’è stata»: è la frase di rito che apre ogni dopo gara del mister sassarese, che però è certo di quanto afferma. «Solitamente dopo aver perso sono una furia, anche perché sono fumantino di carattere, ma non mi sento davvero di rimproverare i miei ragazzi, che ancora una volta hanno messo l'anima in campo. Vorrei prendermela col mondo intero, ma non con la squadra, perché siamo stati battuti da un gran gol, di quelli che riescono poche volte. Mi secca invece di più – puntualizza l’allenatore di casa – il modo in cui abbiamo subito il primo gol, l’ennesimo su azione d’angolo. Aggiungo che gli episodi non girano mai a nostro favore, pur riconoscendo i meriti degli avversari. Avevamo appena riaggiustato il punteggio ed è arrivato un tiro da trenta metri a ributtarci giù, davvero una bella sfortuna... e bravo chi ha tirato. Ma l’esperienza mi dice che prima o poi le cose cambieranno e magari arriveranno presto anche i gol dei nostri attaccanti, che è quello che ci sta mancando».
Per evitare la nuova caduta Scotto le ha provate tutte, senza esito felice. «È stato un grande secondo tempo, in cui è cambiato anche l’atteggiamento tattico, e mi conforta il finale in crescita. Ma bisogna segnare di più, soprattutto nelle gare casalinghe». Niente maschere per il capitano, che dedica il gol su rigore al figlio Mattia nel giorno del suo decimo compleanno («ma avrei voluto festeggiarlo con un umore diverso») e ammette di essere «molto amareggiato. Da capitano mi sento il primo responsabile per come è andata, partite così non si devono perdere e se proprio non si riesce a vincerle bisogna almeno strappare un punto. Perché alla fine anche i pareggi fanno bottino per la salvezza e noi dobbiamo salvarci. Questo è un campionato durissimo, c'è da sudare in ogni gara ed è una realtà i cui comunque ci stiamo calando bene, risultati a parte».
Sa. U.
Per evitare la nuova caduta Scotto le ha provate tutte, senza esito felice. «È stato un grande secondo tempo, in cui è cambiato anche l’atteggiamento tattico, e mi conforta il finale in crescita. Ma bisogna segnare di più, soprattutto nelle gare casalinghe». Niente maschere per il capitano, che dedica il gol su rigore al figlio Mattia nel giorno del suo decimo compleanno («ma avrei voluto festeggiarlo con un umore diverso») e ammette di essere «molto amareggiato. Da capitano mi sento il primo responsabile per come è andata, partite così non si devono perdere e se proprio non si riesce a vincerle bisogna almeno strappare un punto. Perché alla fine anche i pareggi fanno bottino per la salvezza e noi dobbiamo salvarci. Questo è un campionato durissimo, c'è da sudare in ogni gara ed è una realtà i cui comunque ci stiamo calando bene, risultati a parte».
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