la festa all’acquedotto
Abbracci, sorrisi e fair play ma il tifo è a senso unico
SASSARI. Baci e abbracci formato famiglia, prese in giro in dialetto, saluti incrociati e una certezza: nessuno ci sta a perdere. Latte Dolce-Torres non è il derby che i sassaresi sognano, e non lo...
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SASSARI. Baci e abbracci formato famiglia, prese in giro in dialetto, saluti incrociati e una certezza: nessuno ci sta a perdere. Latte Dolce-Torres non è il derby che i sassaresi sognano, e non lo sarà mai, ma la stracittadina della serie D è comunque un piccolo evento in un gelido sabato pre-natalizio. Gli spalti dello stadio Vanni Sanna iniziano a riempirsi da presto, il calendario dice che a giocare in casa sono i biancocelesti, ma nessuno ne avrà mai sentore: in curva si canta per i rossoblù, ovviamente, ma anche in tribuna centrale – piena all’inverosimile – il tifo è a senso unico e la fazione di casa rappresenta una esigua minoranza, praticamente impossibile da individuare. Più facile scorgere il coach della Dinamo, Piero Bucchi, accompagnato dal giemme Federico Pasquini.
Questa strana stracittadina non è una partita come le altre non fosse altro perché rappresenta un incrocio di storie, amicizie e parentele. Ci sono tifosi torresini doc che hanno in campo dalla parte opposta un figlio, un cugino, un amico del cuore. C’è l’allenatore del Latte Dolce, Pierluigi Scotto, che sconta in gradinata la sua squalifica e da lì vede suo figlio Luigi “purgarlo” con la rete del 3-0. Una marea di ex in campo, altrettanti in tribuna, dove le due dirigenze lo scorso anno erano sulla stessa barca, quella lattedolcina. E dove a guidare la Torres come presidente, c’è Stefano Udassi, che da giocatore ha fatto faville in rossoblù ma che da allenatore ha scritto pagine importanti per l’altra fazione. A lui, il decano dei tifosi torresini, Guido Garrucciu, 91 anni, consegna una delle sue lettere: «Noi abbiamo vissuto la nostra passione per la Torres nelle sue glorie e nelle sue cadute, sempre con l’entusiasmo della speranza. Con l’affettuoso augurio di tempi luminosi». La risalita passa anche attraverso “strane” partite come questa. (a.si.)
Questa strana stracittadina non è una partita come le altre non fosse altro perché rappresenta un incrocio di storie, amicizie e parentele. Ci sono tifosi torresini doc che hanno in campo dalla parte opposta un figlio, un cugino, un amico del cuore. C’è l’allenatore del Latte Dolce, Pierluigi Scotto, che sconta in gradinata la sua squalifica e da lì vede suo figlio Luigi “purgarlo” con la rete del 3-0. Una marea di ex in campo, altrettanti in tribuna, dove le due dirigenze lo scorso anno erano sulla stessa barca, quella lattedolcina. E dove a guidare la Torres come presidente, c’è Stefano Udassi, che da giocatore ha fatto faville in rossoblù ma che da allenatore ha scritto pagine importanti per l’altra fazione. A lui, il decano dei tifosi torresini, Guido Garrucciu, 91 anni, consegna una delle sue lettere: «Noi abbiamo vissuto la nostra passione per la Torres nelle sue glorie e nelle sue cadute, sempre con l’entusiasmo della speranza. Con l’affettuoso augurio di tempi luminosi». La risalita passa anche attraverso “strane” partite come questa. (a.si.)
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