Calciobalilla, l’Arzachena è da favola

La squadra gallurese vince lo scudetto a neanche dieci anni dalla fondazione. Il presidente Alvisa: «Evento storico» 

ARZACHENA. In questi casi si parla di favole. Quella dell’Arzachena Costa Smeralda di calciobalilla lo è di sicuro. Una squadra nata meno di dieci anni fa che, un po’ per gioco e un po’ prendendosi seriamente, è arrivata a scalare tutte le categorie. È sbarcata in serie A e ha vinto il massimo titolo di campione d’Italia 2021. Proprio così, a suon di sponde, “virgole” e colpi di polso, gli smeraldini sono saliti sul tetto nazionale di una delle discipline più italiane di tutte.

Nella storia. Insegna al neon, bancone lungo, tazzine di espresso con goccia di caffè che scende dai bordi, biliardino in mezzo ai tavolini: scenografia tipica da bar. È cominciata in qualche modo così l’avventura della squadra smeraldina. Proprio così: squadra. Perché innanzitutto c’è da capire che è una cosa seria, con la sua federazione, il suo regolamento, i suoi interessi. Per dire, quando Andrea Alvisa racconta dell’Arzachena Costa Smeralda calciobalilla, che ha fondato e dirige, parla della squadra con la stessa narrazione che si è abituati a usare per gli sport sotto i riflettori. Come nel calciomercato, anche lui ha dovuto fare trattative per mettere insieme alcuni dei giocatori più forti, con l’orgoglio di avere in squadra il miglior giocatore italiano dell’anno, proprio come ci si vanterebbe di avere in rosa Cristiano Ronaldo. Ad Arzachena si è cominciato a parlare di calciobalilla «nel 2014, siamo partiti dalla Serie C – spiega Alvisa, 38 anni, presidente e capitano –. Dopo due anni, siamo arrivati in serie B e nel 2019 in serie A. Quinti all’esordio nella massima serie, poi il campionato successivo è stato annullato per la pandemia, e nel dicembre 2021 siamo diventati campioni». Già la sola promozione in mezzo alle squadre migliori dello stivale era stata salutata come impresa, aver vinto addirittura lo scudetto rientra negli eventi storici.

Geografia del biliardino. «Per la Sardegna lo è, negli anni ci sono state realtà competitive a Nuoro, Sorso, Cagliari e Olbia, nessuno aveva però mai raggiunto un risultato tale prima di noi. Ammetto che è stata una sorpresa – si diverte a raccontare Alvisa –, pensavo di aver messo su una squadra da podio, ma addirittura vincere… d’altronde la pallina gira», che è come il proverbio “il pallone è rotondo” per richiamare il fato nel calcio o nel basket. Il trionfo ha avuto una risonanza particolare anche per tutti gli appassionati, perché «è stata una bella soddisfazione interrompere una certa continuità di squadre del centro-sud che hanno sempre vinto. I più forti sono i napoletani, i siciliani, diciamo che da Roma in giù c’è una certa cultura, si gioca tutti i giorni e si parla di campioni veri. Posti dove il calciobalilla è una tradizione da anni. Perciò, aver preso dalle loro mani un campionato è stato bello». La storia dell’Arzachena è figlia di una passione tramandata di padre in figlio. Andrea Alvisa l’ha portata sul piano delle competizioni, dei tornei locali e regionali, ha fondato un’associazione sportiva «e poi ci prendi la mano». Nel vero senso della parola.

L'Arzachena tricolore. La squadra ha sette componenti, cinque titolari e due riserve, con alcuni vincoli dettati dalle categorie di gioco: devono esserci almeno una donna e almeno un veterano (un over 50 anni). «Ma soprattutto, non conta l’individualità: per essere forte, una squadra deve avere tutti sullo stesso livello». E da cosa viene riconosciuto un campione da un giocatore mediocre? «Quello bravo è quello che sa giocare tutte le specialità e in tutti i ruoli, serve essere completi». Poi, sull’atto pratico, servono soprattutto riflessi e fantasia. L’Arzachena Costa Smeralda è composta da Andrea Alvisa, che è di Arzachena, Francesco Davoli e Omar Decandia di Olbia, Ester Tola della Maddalena, Simone Rossoni di Pescara (il campione italiano 2021), Corrado Musa di Penne, Alex Magliocchetti di Anagni.

Vittoria. Il campionato italiano 2021 si è svolto il 18 e 19 dicembre nella consueta località di Saint-Vincent, in Valle D’Aosta. Circa trenta i club in gara, divisi prima in gironi e poi in partite secche a eliminazione (si gioca in due specialità, “al volo”, cioè con un solo tocco, e “tradizionale”, e in quattro set). Gli smeraldini hanno battuto agli ottavi il Brescello, la favorita, mentre in finale il successo è arrivato contro il Catania. «Devo dire che è stato accolto in maniera positiva, hanno accettato la sconfitta, ci si è affezionati alla nostra storia. Qualcuno c’è rimasto male, certo, ma lo capisco – conclude Andrea Alvisa –, c’è chi ha altre occupazioni, anche io porto avanti un’azienda di idraulica elettrica, ma ci sono alcuni giocatori che come unica fonte di guadagno hanno queste competizioni. Parlo dei campioni di alto livello» che si sono visti strappare il titolo dal dream team gallurese.

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