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L’arbitro Serra: «Non vedo l’ora di tornare»

L’arbitro Serra: «Non vedo l’ora di tornare»

TORINO. «Se qualcosa può andar male, lo farà» recita la legge di Murphy. L'arbitro torinese Marco Serra ne ha avuta conferma lunedì 17 gennaio in Milan-Spezia, quando ha preso la decisione giusta nel...

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TORINO. «Se qualcosa può andar male, lo farà» recita la legge di Murphy. L'arbitro torinese Marco Serra ne ha avuta conferma lunedì 17 gennaio in Milan-Spezia, quando ha preso la decisione giusta nel momento sbagliato: fischio per fallo di Bastoni su Rebic, palla che arriva a Messias e gol (che sarebbe stato del 2-1) vanificato dalla mancata applicazione del vantaggio. L'errore è palese, ancorchè non inedito. Serra è in bambola, i rossoneri lo circondano, lui si scusa e poi piange.

Una tempesta perfetta travolge Serra che la notte dopo dorme «un'oretta sul divano, credo. Non di più». L'arbitro, nel quadro della linea di trasparenza voluta dal nuovo presidente dell'Aia Alfredo Trentalange, ne ha parlato ieri. «Pensavo che Rebic volesse strangolarmi. Poi ha capito il mio errore» racconta, rivivendo il momento delle mani dell'attaccante al collo, da aggressivo a consolatorio. E ancora la dinamica dell'errore, lo stupore al momento del gol dello Spezia e le parole comprensive dei rossoneri a fine partita: «Florenzi era affranto come me, sembravo io e addirittura mi abbraccia. Passano Theo Hernadez e Diaz, anche loro a dirmi succed». «Dai calciatori del Milan gesto bellissimo, ma ero frastornato e l'ho capito solo il giorno dopo. Adesso non vedo l'ora di tornare ad arbitrare».

Concentrato sul contatto Bastoni-Rebic «mi perdo lo scenario completo e non vedo Messias che sta per tirare. Ho il ricordo di aver pensato mentre la palla gli arrivava, speriamo non la butti dentro».

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