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Italbasket con i colori dell'Ucraina sul viso

La nazionale di basket
La nazionale di basket

Meo Sacchetti guida la protesta nel mondo dello sport. Rientrano a casa le ragazze della scherma, si ferma anche il calcio

27 febbraio 2022
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ASSARIMai scontato, mai banale. Anche stavolta Meo Sacchetti ha preso una posizione netta e chiara a proposito dell'invasione del territorio ucraino da parte della Russia, proponendo anche un gesto simbolico ma comunque significativo. «Oggi 27 febbraio ci tingeremo la faccia con i colori dell'Ucraina». Il commissario tecnico della nazionale italiana di basket ha parlato alla vigilia dell'importante match contro l'Islanda, programma stasera alle 20,30 al PalaDozza di Bologna, tappa fondamentale nel percorso verso la qualificazione ai Mondiali 2023. La proposta dell'ex allenatore della Dinamo Banco di Sardegna non è stata respinta dal presidente della Federbasket, Gianni Petrucci, che ha puntualizzato: «Abbiamo chiesto alla federazione internazionale di poter intraprendere un'iniziativa di solidarietà. Si tratta di una manifestazione internazionale, aspettiamo l'autorizzazione».

La nazionale italiana di basket non è sola nella sua protesta. Anche la scherma che con la nazionale italiana femminile di spada era a Sochi per i campionati Europei Under 20 e Under 17 ha annunciato che sta rientrando a casa. Ma è tutto il mondo dello sport ad aver scelto di boicottare la Russia dopo la decisione di Putin di invadere l'Ucraina. Dopo la decisione dell'Uefa di spostare la finalissima di Champions League da San Pietroburgo a Parigi e della Formula 1 annullare il Gran Premio di Sochi, dopo l'esortazione del Comitato olimpico internazionale a tutte le federazioni sportive a trasferire o annullare i loro eventi sportivi programmati in Russia o Bielorussia, ieri la Federcalcio polacca, senza aspettare una pronuncia della Fifa, ha annunciato che non giocherà lo spareggio per la qualificazione dei Mondiali di calcio in Qatar a Mosca contro la Nazionale russa in programma il 24 marzo. Una decisione quella resa nota dal presidente della Federcalcio polacca Cezary Kulesza appoggiata prima di tutto dai calciatori e anche dalle federazioni svedese, che a sua volta ha annunciato che, eventualmente, non andrà a giocare in Russia, e ceca che in caso di vittoria nello spareggio delle rispettive Nazionali potrebbero incontrare la Russi. «Questa - ha aggiunto Kulesza - è l'unica decisione corretta. Basta chiacchiere, è ora di agire».Evidente il riferimento all'organo di governo del calcio mondiale che non ha ancora preso nessun provvedimento nei confronti della Russia, accontentandosi giovedì di dire di essere «preoccupata» per una situazione «tragica e preoccupante», secondo il suo presidente Gianni Infantino.

In Inghilterra sale, invece, la tensione sul Chelsea del magnate russo Abramovich, nel mirino dell'opinione pubblica britannica, tanto che negli ambienti finanziari si parla già di una cessione dei Blues. La Uefa, secondo quanto riportano i quotidiani inglesi The Times e The Telegraph, sta valutando la possibilità di rescindere il contratto di sponsorizzazione con il colosso russo del gas Gazprom, partnership dal 2012. Dalla Svezia arriva poi la proposta all'Unione Europea di un boicottaggio delle competizioni sportive con la Russia finché durerà l'invasione dell'Ucraina.La Svezia propone che nessun atleta russo possa partecipare alle competizioni sul suolo europeo. Intanto il ministro dell'Interno britannico Priti Patel ha annunciato di aver rifiutato i visti anche ai giocatori di basket bielorussi e le federazioni di sci norvegese e svedese hanno dichiarato gli atleti russi non benvenuti per i numerosi eventi disputati nei rispettivi paesi in programma per il mese prossimo.

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