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Luiu e Carboni, un salto lungo sessantadue anni

di Gianna Zazzara
Luiu e Carboni, un salto lungo sessantadue anni

La strana coppia dell’atletica. « A 81 anni alleno ancora, Massi andrà lontano» Il 19enne sassarese ha appena vinto nell’alto a Siena. «Ora sogno Parigi 2024»

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SASSARI. Ha portato bene a Massimiliano Luiu il biglietto aereo che il suo allenatore, Crescenzio Carboni, gli ha regalato per partecipare all’High Jump Contest di Siena, uno degli appuntamenti più importanti del salto in alto. In gara tutti i campioni italiani, mancava solo l’olimpionico Gianmarco Tamberi. Massimiliano (“Massi” per gli amici), sassarese, 20 anni a maggio, ha vinto saltando l’asticella a 2 metri e 13 centimentri. «Bene, ma non benissimo c’è ancora tanto da migliorare», dice col sorriso chiudendo una stagione indoor all’insegna delle vittorie. Un mese fa il titolo di campione d’Italia promesse, ora Siena. «Mi sono riscattato dopo aver “bucato” gli assoluti di Ancona: sono arrivato quarto, che delusione».

Luiu, che ad agosto dell’anno scorso ha vinto l’argento ai Mondiali junior di Nairobi con la misura di 2,17, il suo personale, sa bene che può dare molto di più in pedana. «Ad Ancona sono stato sfortunato, ma la vivo come un’esperienza che mi farà crescere, d’altronde nell’alto basta un niente per passare dal trionfo al tonfo. L’Olimpiade di Parigi? È lontana solo due anni, sarebbe un sogno, una motivazione in più per continuare a lavorare e migliorarmi».

A dargli forza, a bordo pedana, c’è sempre il suo allenatore, Crescenzio Carboni, della Libertas Sassari, 81 anni e un passato da maratoneta. Ogni giorno, che diluvi o tiri vento, Crescenzio e Massimiliano si ritrovano allo stadio dei Pini. Parcheggiano i borsoni e cominciano le loro tre ore di ordinaria fatica. Due allenamenti al giorno per sei giorni a settimana: «Il venerdì sono libero – dice Massimiliano– e faccio quello che mi piace: ballo (latino americano), pizza (che cucina lui) e fidanzata».

La strana coppia si incrocia nel 2008. «Massimiliano aveva 6 anni – ricorda il tecnico– correva insieme ai fratellini, era già fortissimo. Ci siamo tenuti in contatto e ho cominciato a seguirlo dal 2014. È un talento vero, può arrivare molto in alto, l’importante è allenarsi seriamente e andare a letto alle 10 di sera. Lo sport richiede sacrifici, lo ripeto sempre a Massimiliano: “Se è questo lo sport che vuoi fare non ci sono altri modi”. Se lo sgrido? Qualche volta, se la sera fa tardi, per il resto sono molto soddisfatto dei risultati di questa stagione».

«Con Crescenzio c’è piena fiducia reciproca – replica Massimiliano–. Più che un allenatore è il mio secondo papà, sono cresciuto con lui. La differenza d’età? Ci scontriamo molto, è vero, ma alla fine troviamo sempre un punto d’accordo. So che quando mi rimprovera, perché magari esco con gli amici e faccio tardi, lo fa per il mio bene».

Da oggi per Massimiliano cominciano gli allenamenti per la stagione outdoor. Obiettivo? «Fare il record sardo. Quello attuale di 2,21 appartiene a Eugenio Meloni, ce la metterò tutta».

Oltre al salto in alto Massimiliano ha un’altra passione, la cucina. «Quest’anno dovrei prendere il diploma all’alberghiero, specializzazione cucina, l’anno scorso ho vinto l’argento ai Mondiali, ma a scuola non è andata bene».

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