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«Mi manda coach Pozzecco Torres credici, ti salvo io»

di Gianna Zazzara
«Mi manda coach Pozzecco Torres credici, ti salvo io»

Mauro Ardizzone è il nuovo tecnico delle rossoblù, quartultime nella B di calcio Due partite vinte sotto la sua gestione. «La strada è lunga ma la rotta è giusta»

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SASSARI. Da Milano a Sassari. Obiettivo: salvare dalla retrocessione la gloriosa Torres femminile, debuttante in questa stagione in serie B. Mauro Ardizzone, classe 1970, tecnico giramondo, ha raccolto la sfida e, dopo due vittorie consecutive, ha tolto le rossoblù dall’ultimo posto e le sta guidando in un viaggio ancora senza meta ma più tranquillo di quello che si prospettava.

Mister Ardizzone, come mai ha smesso di giocare a soli 25 anni?

«Non avevo la testa per fare il calciatore e così sono andato dall’altra parte. Il Milan mi ha proposto un contratto per seguire il settore giovanile e ho scoperto di essere meglio come tecnico che come calciatore».

Prima di Sassari, anche 13 anni nel settore giovanile del Milan e nelle accademie internazionali, quindi il Metropolitanos nella Lega 1, in Venezuela, e il Mons Calpe a Gibilterra, in serie A, infine Jakarta in Indonesia.

«Amo il calcio, mi ha permesso di viaggiare per il mondo. Sono orgoglioso del lavoro fatto per il settore giovanile del Milan, ho fatto crescere molti giocatori della serie A che si stanno facendo notare come Raoul Bellanova del Cagliari».

Un milanese per la gloriosa storia della Torres femminile.

«È stata una trattativa veloce, ho sentito subito un’energia positiva. Col presidente Budroni ci siamo capiti al volo, è una società seria che ha a cuore il futuro della squadra. E poi siamo parlando della Torres, la squadra più titolata d’Italia che ha regalato al calcio femminile veri e propri miti,come il tecnico della Nazionale Milena Bertolini, Carolina Morace, Patrizia Panico. Basta guardare le coppe e le foto per farsi tremare i polsi. Ma a me piacciono le sfide, sono abituato a lottare».

Due vittorie consecutive sotto la sua gestione. Quale merito si prende?

«Il merito è delle calciatrici. La squadra mi è piaciuta molto fin dal primo allenamento, è un bel gruppo, pronto a lavorare e a sacrificarsi. Una bella sorpresa, il cambio di allenatore non è semplice».

Se Sassari perderà una o due partite crollerà l’impianto?

«Lo schema di lavoro prescinde da vittorie e sconfitte. Ho detto alle ragazze che la strada è ancora lunga, siamo in piena bagarre, anche perché quest’anno retrocedono le ultime tre in classifica. Ma la rotta è quella giusta».

L’avventura a Sassari.

«Impatto positivo, anche se ancora non conosco bene la città. Tra gli allenamenti e la preparazione delle partite il tempo è poco. Mi rifarò, promesso».

Un milanese in Sardegna. Qualcuno ha cercato di farle cambiare idea?

«Al contrario. Appena ho firmato il contratto con la Torres il primo a chiamarmi è stato Gianmarco Pozzecco, grandissimo amico, un fratello direi. “Vai di corsa”, mi ha detto, ti troverai benissimo, i tifosi sono unici. Ci rivedremo qui a Sassari per la sfida Dinamo-Milano al PalaSerradimigni, non vedo l’ora».

Qual è il suo sogno di allenatore?

«Continuare a crescere e lavorare in progetti seri e ambiziosi come questo della Torres. Sono contento di quello che faccio, è la prima volta che alleno una squadra femminile. Per il resto lo scopriremo solo vivendo».

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