Allez Dinamo, c’è Digione
Champions League. Giganti in campo al PalaSerradimigni (20,30). La squadra biancoblù si gioca l’accesso ai play-in contro i francesi
Sassari Contro la squadra della condottiera-eroina francese Giovanna d’Arco stasera occorre vestire l’armatura da guerrieri che i Giganti hanno mostrato sabato sera nella vittoriosa trasferta a Tortona. Al PalaSerradimigni (20,30) la Dinamo si gioca contro il Jda Digione tutte le chance di proseguire l’avventura europea in quella che è una vera finale per accedere ai play-in della Basketball Champions League: chi vince è certo di prendere parte agli spareggi tra seconde e terze dei gironi G e H per un posto negli ottavi. Ora Sassari è quarta , ma superando il Paok due settimane fa si è tenuta aperto uno spiraglio.
Ora deve completare l’opera con la forte formazione transalpina intitolata alla santa-guerriera (Jda sta per Jeanne d’Arc), seconda nel girone dietro il già qualificato Malaga e seconda nel competitivo campionato francese, con 9 gare vinte su 12. Non sarà semplice, meglio esserne consapevoli, anche perché Digione non può rischiare di doversi giocarsi la seconda piazza col il Paok, che oggi gioca a sua volta con gli spagnoli del Malaga, già matematicamente primi e qualificati al Round of 16: quella posizione infatti garantisce il fattore campo nei play-in.
L’uomo più temuto è il play David Holston, capace di dettare il ritmo agli esterni di talento bianconeri, come gli eclettici Hrovat (10 punti di media con 5 rimbalzi), Simon (guai quando si accende), Ducoté (10 punti con il 41% da 3 uscendo dalla panchina). Un duello chiave sarà quello tra Bendzius e l’esplosiva ala ex Napoli McDuffie. Attenzione anche all’ala Brembly, decisiva all’andata, mentre il lungo Ware fu l’Mvp con 23 punti, 11/14 dal campo e 8 rimbalzi, mettendo in gran difficoltà Sassari con il suo roll a canestro e il tiro dai 4 metri. A Stephens il compito di limitarlo.
Se i francesi sono gli stessi della gara di Digione (88-80 per i padroni di casa), il Banco è molto cambiato: non ci sono più Onuaku e Nikolic, ma Stephens e Dowe, così come rispetto a quella gara ci sarà Treier. Ma ciò che più conta è che potrebbero essere differenti atteggiamento e coesione di squadra, oltre alla condizione individuale di diversi elementi come Jones e Robinson. «Ci giochiamo una finale – dice coach Piero Bucchi – una gara molto dura, difficile, ma che vogliamo provare in tutte le maniere a vincere. Serve una prestazione difensiva importante, loro hanno tanti giocatori che possono risolvere la partita e capacità di costruirsi un tiro. Sarà la chiave per prendere rimbalzi e correre in transizione, così come la gestione del ritmo che abbiamo avuto con Tortona. Limitando al massimo le palle perse, abbiamo attaccato con pazienza e trovato buoni tiri. E ci servirà assolutamente l’aiuto del nostro pubblico, fantastico con Milano e che col Paok ci ha dato una grandissima mano».
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