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Italia-Inghilterra, la sfida infinita

Mateo Retegui, dall'Argentina all'Italia per dare sostanza all'attacco azzurro
Mateo Retegui, dall'Argentina all'Italia per dare sostanza all'attacco azzurro

Inizia l'Europeo 2024: sfida a Napoli (Rai1, ore 20.45) fra le finaliste della scorsa edizione vinta dagli azzurri

23 marzo 2023
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Napoli Napoli, stadio Maradona, ore 20.45, diretta Rai1. È Italia-Inghilterra. di nuovo. Quando in ballo ci sono partite come Italia-Inghilterra, Germania, Brasile, Argentina ecc. l'Omero che c'è in coloro che raccontano il calcio, salta fuori. La vittoria degli azzurri alla finale europea, tutti i personaggi che hanno infiammato la scena in passato come Capello, Zola che con i loro gol avevano sbancato Wembley, molti anni dopo che Piola vi aveva segnato un gol di pugno, la retorica dei Moore, dei Charlton, Stiles e i campioni del mondo del 1966, esaltano la retorica calcistica. Un po' meno il grido di dolore di Roberto Mancini che rimpiange i tempi dell'abbondanza e denuncia la mancanza di attaccanti, a causa della occupazione permanente dei club da parte degli stranieri.

Si parla di più italiani in serie A, club permettendo. Non per nulla il ct ha auspicato una italianizzazione maggiore del nostro calcio e ritiene il giovane Pafundi (9' nell'Udinese, qualche spicciolo in azzurro) il simbolo del futuro. Ora ha dovuto far ricorso a quel Mateo Retegui, che fra gli avi annovera un trisavolo di Canicattì (Agrigento) che gli ha dato la possibilità di giocare nella Nazionale azzurra, essendo in possesso di doppio passaporto, argentino e italiano. Su di lui, che ha segnato 29 gol in 50 partite nel Tigre, si è tuffato Mancini, nella speranza di aver pescato bene, anche perchè ha il gol incorporato (Rete…gui) nel cognome.

Mancini di lui ha detto: "Ricorda altri argentini venuti in Italia. E' giovane, deve ambientarsi, ma è sveglio". Intanto al ct tocca affrontare quest'Inghilterra che ha meno problemi dell'Italia, non ha fatto malissimo ai Mondiali, ma ne ha anch'essa, e Southgate (non amato da tutti in patria) ne ha reso noti i particolari. La Premier League ha il 69 per cento di giocatori stranieri, il nostro campionato, con il 63 è il secondo. Questa partita si cala nell'euforico ambiente napoletano, che vive momenti storici, gloriosi, per il quasi certo arrivo del terzo scudetto della storia, ma può fornire a Mancini solo qualche giocatore e il supporto morale. Gli inglesi non hanno avuto quasi mai il sopravvento sul nostro calcio, sei mesi fa hanno perso a San Siro, ma al presente meditano vendetta per la sconfitta di Wembley, quando rifiutarono la medaglia d'argento dei secondi. In realtà, gli "inventori del football", dopo il Mondiale del 1966, arraffato in casa, non hanno vinto un fico secco. Eppure hanno il campionato più ricco del mondo, grazie ai petrodollari. O forse proprio per quello non hanno vinto mai nulla, "occupati" come sono dal poliglotta esercito di giocatori stranieri.

Mancini, che aveva mantenuto un'imbattibilità di 37 partite (tre anni) col suo piccolo esercito di italiani, è inciampato sulla Macedonia e ha saltato i Mondiali che vuol conquistare al prossimo giro. E per la partita del Maradona, dovrebbe mettere insieme una squadra con i collaudati difensori Di Lorenzo, Toloi, Acerbi e Spinazzola davanti a Donnarumma; la solita mediana composta da Barella, Jorginho e Verratti; mentre in attacco farà giocare la "nuova" punta Retegui, schierato accanto a Berardi e Pellegrini. Candidati all'ingresso Romagnoli in difesa, Cristante in mezzo, Gnonto e Politano davanti. Quanto agli inglesi, Southgate ne ha lasciati diversi a casa e dovrebbe confermare la difesa con Pickfor in porta, davanti Walker, Stones, Maguire e Shaw; Henderson, Rice e Bellingham a centrocampo; Saka, Kane e Foden davanti. Arbitro sarà il serbo Jovanovic. Il girone, viste le due qualificazioni in palio, dovrebbe permettere ai nostri di passare: Inghilterra a parte, ci sono Ucraina, la famigerata Macedonia del Nord e Malta, dove gli azzurri giocheranno domenica.

 

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