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Dinamo come una belva ferita decisa a far sua gara2 a Venezia

Dinamo come una belva ferita decisa a far sua gara2 a Venezia

Si torna in campo stasera (ore 20): obiettivo 1-1 nei quarti con la Reyer

15 maggio 2023
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Inviato a Venezia Ha festeggiato la Reyer, ma è una gioia a denti stretti, la vittoria in gara1 dei quarti di playoff scudetto non ha lasciato dormire sonni tranquilli agli orogranata dopo la grande paura vissuta nel match contro la Dinamo. E per questo paradossalmente Sassari esce dal confronto sì a mani vuote, ma con maggiore convinzione in più rispetto alla vigilia e nella gara2 in programma stasera (ore 20) ancora al Taliercio può e deve mettere a frutto la consapevolezza degli errori commessi che hanno permesso ai veneti di avere la meglio e il disagio provato dagli uomini di Spahija, che infatti non era affatto soddisfatto. Uscire dal doppio confronto esterno con un successo può rovesciare i favori del pronostico che dopo il risultato del primo confronto pendono ancora di più dalla parte di Venezia.

La parte psicologica in questo genere di duelli a puntate contano almeno quanto talento e condizione fisica e oggi vedremo se le squadre avranno interpretato la situazione sulla base del risultato o dei segnali che il match ha fornito. Non che Spissu (che si era scavigliato alla fine dell’ultimo allenamento, da qui la prova non esaltante) e soci immaginassero di vincere facile, ma non è stato rassicurante per loro vedere i Giganti andare sul +12 dopo un avvio stratosferico, riuscire a trovare le soluzioni accorgersi che i biancoblù, come degli zombie, si risollevavano sempre dopo i terribili colpi subiti e per giunta in una giornata negativa dal perimetro. Non belle sensazioni anche vivendo il brivido della preghiera di Bendzius finita fuori all’ultimo secondo, dopo diversi tentativi per il sorpasso falliti con la collaborazione degli arbitri che hanno permesso di tutto sui tarantolati Dowe e Diop.

Probabile che oggi vedremo degli aggiustamenti: entrambi i coach potrebbero cercare soluzioni ad hoc contro i due uomini che sotto canestro maggiormente hanno fatto danni all’avversario, i centri Ousmane Diop sulla sponda sassarese e Mitchell Watt su quella veneziana. Così come Bucchi potrebbe cercarne di nuove per liberare i suoi tiratori scelti Kruslin e Bendzius, limitati notevolmente dalla ragnatela dell’allenatore croato che in poco tempo dopo il suo arrivo tre mesi fa ha fatto svoltare la stagione della Reyer (per lui accordo pluriennale a pochi giorni da gara1 con Sassari). Insomma, conforta il grande carattere dei Giganti e la capacità di sfruttare un’identità di squadra molto consolidata e che sta mascherando anche qualche individualità non al top (Jones in particolare), ma occorre ancora un passetto in più sul piano della continuità nel corso dei 40 minuti che eviti break poi difficili e troppo dispendiosi da recuperare, specie contro roster lunghi e di livello superiore come quello Reyer.

Questa volta però il calo non ha riguardato la parte finale del match come stava accadendo negli ultimi tempi, il Banco di Sardegna ha anzi accesso il booster facendo tremare un palasport mestrino strapieno e coloratissimo: è un altro aspetto positivo. Sia in attacco, dove una giornata appena più positiva nelle triple avrebbe potuto dare un altro senso al match, che in difesa, asfissiante nel secondo tempo, meno nel primo quando ha concesso 50 punti. Sono troppi, Bucchi lo sa bene e questo sarà uno degli aspetti da migliorare per uscire dalla trasferta in Laguna con un successo che aprirebbe prospettive clamorose.

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