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Uno stadio pieno d’entusiasmo per la sfida più importante della stagione

di Enrico Gaviano
Uno stadio pieno d’entusiasmo per la sfida più importante della stagione

Spalti dell’Unipol Domus al gran completo. Caccia al biglietto, bagarini, fake news: la lunga attesa dei tifosi rossoblù

07 giugno 2023
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Cagliari Prega, tifa, ama. C’è un popolo, quello rossoblù, che cerca la felicità. La vittoria, magari netta, contro il Bari, per porre un’ipoteca su questa finale dei play off promozione. Domani l’Unipol Domus sarà al gran completo. Esauriti tutti i posti a disposizioni. I biglietti bruciati, volatilizzati soprattutto sul circuito Ticket One, lunedì pomeriggio. Martedì il sold out è diventato ufficiale, dopo le conferme degli abbonati.

E lì è cominciata un’altra storia: la caccia al biglietto, le proteste di quelli che erano rimasti a bocca asciutta, il disappunto per lo stadio troppo piccolo e l’invidia per quello di Bari più grande tre volte rispetto a quello cagliaritano.

Ci sono stati anche fenomeni di bagarinaggio, un reato per chi non lo sapesse. Considerando che dopo aver acquistato il biglietto a proprio nome, uno poi può rivenderselo perché è consentito il cambio del nome del titolare del tagliando. E pare che c’è chi si è accaparrato anche sei/sette biglietti per volta, per poi rivenderseli a cifre ben superiori.

Si è sparsa anche la voce, in queste ore, che da Bari non arriverebbe nessuno al seguito. E che dunque quei posti, circa 400, sarebbero a disposizione. Assolutamente falso perché il settore ospiti resta tale, senza discussione.

Quello che conta, però, ora, è la partita. I 16mila sugli spalti tiferanno come dannati, i colori rossoblù riempiranno gli occhi dei giocatori e i teleschermi di chi seguirà con trepidazione la partita da casa o al bar e a cantare: “forza Casteddu, tifo Cagliari e boh!” come il ritornello che risuona in ogni partita all’Unipol Domus

Sedicimila lì dentro un catino infuocato anche se si gioca in notturna e che comunque saranno l’iceberg di un tifo che attraversa l’isola, e si spinge in Italia, in Europa, nel mondo a raggiungere tutti gli emigrati che vedranno nella squadra rossoblù il simbolo di tutta la Sardegna. Con Ranieri e i giocatori, insomma, c’è davvero un popolo che vuole tornare in serie A.

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