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Doppio femminile

Amore e tennis: Laura Siegemund e Antonio Zucca, alle Wta Finals trionfa Porto Torres

di Roberto Sanna
Amore e tennis: Laura Siegemund e Antonio Zucca, alle Wta Finals trionfa Porto Torres

La giocatrice tedesca allenata dal fidanzato si è imposta nel torneo battendo le top dieci al mondo

08 novembre 2023
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Sassari Game, set and match. Sul caldissimo stadio di Cancun, in Messico, costruito per l’occasione, Laura Siegemund e Vera Zvonareva si stringono in un lungo abbraccio dopo la conquista del titolo di doppio alle Wta Finals di tennis, il torneo di fine stagione che mette di fronte le migliori otto coppie del mondo. Insieme hanno battuto, oltre alle più forti giocatrici, anche il tempo, gli acciacchi, la sfortuna.

Vera ha 39 anni, è stata numero 2 del ranking nel singolare nel 2010, sembrava finita invece è tornata in campo dopo un anno e mezzo di stop. Laura ha subìto tre operazioni a un ginocchio, era sparita dai radar dopo essere stata nella Top 30. Si è rimessa in piedi, ha sollevato il trofeo più importante del mondo dopo gli Slam e a spingerla è stato un team tutto sardo: Antonio Zucca, allenatore di Porto Torres e suo compagno nella vita, e Matteo Boccolini, preparatore atletico della Dinamo.

«Un risultato strepitoso e fino a poco tempo fa anche impensabile» gioisce al telefono Zucca, in transito a Parigi nel viaggio di rientro. Laura Siegemund, invece, dal Messico si è imbarcata per la Spagna dove, a Siviglia, ha un altro cartellino prestigioso da timbrare: il girone finale della Billie Jean King Cup, una sorta di Coppa Davis femminile nella quale la Germania incontrerà proprio l’Italia. E in Italia, anzi in Sardegna, Laura ha messo radici. Nei (rari) momenti liberi che la lunghissima stagione del tennis professionistico concede, vive con Antonio a Porto Torres, dove è facile trovarla mentre si allena sui campi in cemento del Tennis Club. Quando invece vuole sentire sotto i piedi la terra rossa si sposta a Sassari sui campi della Torres, società per la quale è anche tesserata.

Ed è qui, tra uno scambio e l’altro, una giornata di training atletico e una seduta di fisioterapia, che è nata la stagione della riscossa: «A dir la verità non era cominciata benissimo – racconta Antonio Zucca –. In doppio aveva una compagna con la quale non si trovava proprio e dopo un po’ ha cambiato partner, ma anche con Vera gli inizi sono stati difficoltosi. In singolare il problema era che dopo l’infortunio era precipitata indietro nel ranking mondiale, che significa trovare le più forti già nei primi turni e spesso giocare le qualificazioni».

A un certo punto la ruota è girata: «Abbiamo fatto grandi progressi in singolare, ha cominciato a giocare alla pari con le giocatrici più forti, parlo di Coco Gauff, Caroline Garcia, Iga Swiatek. In doppio l’intesa è migliorata e con Vera hanno vinto il Wta 500 di Washington, perdendo poi una finale alla loro portata agli Us Open che ancora brucia».

In ottobre la coppia Siegemund-Zvonareva era nona nella “race” per le Finals: «Avevamo solo una chance per arrivare a Cancun: giocare un torneo in Cina e vincerlo. E lo abbiamo vinto». Da lì, aereo diretto per Cancun: «A quel punto eravamo leggeri, senza aspettative». Inserite in un girone durissimo, Laura e Vera hanno portato la loro leggerezza a livelli eccelsi. Percorso netto nel round robin, semifinale, finale. L’arbitro che decreta “game, set and match”, un abbraccio quasi incredulo, gli occhi che luccicano per un’impresa sportiva che profuma tanto di Sardegna.

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