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L’intervista

Dalia Kaddari corre sempre più veloce: «Ora gli Europei e poi Parigi»

di Enrico Gaviano
Dalia Kaddari corre sempre più veloce: «Ora gli Europei e poi Parigi»

La velocista di Quartu, 23 anni, esordisce lunedì 10 giugno a Roma nella gara dei 200 metri

09 giugno 2024
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Cagliari Dietro il viso e il fisico di una bella ragazza si nasconde l’animo di una guerriera. Dalia Kaddari, sarda di Quartu, 23 anni, velocista azzurra, si prepara per una stagione ricca di appuntamenti. In questa intervista si racconta: l’atletica e gli obbiettivi, la famiglia e la Sardegna, l’amore, i tatuaggi, il futuro. Lei è campionessa italiana dei 200 da 4 anni, olimpionica e bronzo nella 4x100 agli Europei del 2021.

Come si sente alla vigilia dell’esordio agli Europei di Roma?

«Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. È il mio motto e quello delle mie compagne di staffetta. Bisogna essere determinate e cattive in pista, per inseguire i sogni e riuscire a raggiungerli. Sarà un 2024 densissimo. Gli Europei ora. Poi i campionati italiani e infine le Olimpiadi di Parigi. Puntanto al meglio in ogni occasione».

Lei inizia domani, agli Europei, con la gara individuale sui 200. «Cercherò la finale, ma intanto spero di migliorare il personale di 22”64 che risale al 2021, al titolo europeo Under 23. E magari battere il record italiano di 22”56 di Libania Grenot . Sarà stimolante gareggiare all’Olimpico, davanti al nostro pubblico. Mi è già capitato nel Golden Gala , ma questa è un’occasione molto speciale».

E poi c’è la staffetta.

«Nel 2022 abbiamo vinto il bronzo a Monaco. Partiamo da quel risultato per cercare di fare il massimo possibile, magari con un nuovo primato italiano».

Che forza regala far parte della squadra italiana di atletica leggera che sta conquistando risultati sempre più entusiasmanti?

«Siamo un grande gruppo. Il movimento dell’atletica sta cambiando in Italia. Penso che i 5 ori delle Olimpiadi di Tokyo 2021 abbiano rivoluzionato la visione della gente verso il nostro sport. Quei risultati hanno portato tanti ragazzi a fare atletica e tanti italiani a seguirci con maggiore attenzione ».

Qual è stato il punto di svolta della carriera di Dalia Kaddari? «Sicuramente l’argento sui 200 alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires nel 2018. Ho capito che potevo diventare un’atleta di livello. Quel risultato lo porterò sempre nel cuore. Come il titolo europeo Under 23 a Tallinn».

Avanti indietro da Tokyo all’Estonia, dalle Bahamas all’Argentina. Si viaggia parecchio quando l’atletica diventa una professione.

«È una grande fortuna. Non vediamo tante cose ma tutti i viaggi rappresentano una esperienza. C’è il problema di adattarsi al cibo. Anche se come minimo riso in bianco e pollo saltano fuori da qualsiasi parte. Fare gli Europei a Roma ci permetterà di avere a tavola qualcosa di più interessante. Mi piace molto anche il sushi, ma la nostra cucina non la batte nessuno».

Come è nata la sua passione per l’atletica?

«A scoprirmi a scuola, dieci anni fa , e a distogliermi dal basket, sono stati Fabrizio Fanni e Ignazio Mulas. Fabrizio è stato il mio allenatore sin da subito. Siamo legatissimi, è la persona che vedo di più, visto che mi alleno tutti i giorni».

C’è anche un fidanzato?

«Sì, c’è. È un calciatore. Simone Aresti, che gioca nel Cagliari».

Eh, lui non è stato fortunato contro la Fiorentina.

«Ha preso gol su rigore. Ma è stato un errore dell’arbitro. Non c’è stato fallo in area».

A proposito di Cagliari, lei è stata spesso a vedere le partite allo stadio.

«Sì , è vero. La salvezza è stata una grande impresa. Dovuta principalmente alla gran voglia di risalire la classifica della squadra. I calciatori rossoblù mi hanno ricordato la determinazione che mettiamo noi velociste quando siamo in pista».

Lei corre per le Fiamme oro , il gruppo sportivo della Polizia, ma ha tanti progetti per il dopo atletica.

«Sto studiando per laurearmi in criminologia entro il 2025. Devo pensare al mio futuro, a quando smetterò di correre. E potrei così continuare a stare nella polizia. Seguo serie tv Crime e, inoltre, un programma che mi piace tanto è “Un giorno in Pretura”. Ho una grande passione per i delitti irrisolti ».

Ma se la cava bene anche davanti alle telecamere. E nel suo passato c’è il titolo di Miss Quartu.

«I concorsi di bellezza non mi interessano. Quello era stato un gioco. In effetti un’altra cosa che mi attira sarebbe fare la giornalista, o condurre programmi in tv».

La Sardegna è sempre nel cuore.

«Mi piace viaggiare ma uno dei momenti più belli è sempre il ritorno a casa. Sono molto legata alla mia famiglia. Mio padre Hassan è di origini marocchine e mia madre Monica di Quartu. Ho anche un fratello , Monir, e una sorella, Rim. Mi sento sarda sino al midollo. Dopo le Olimpiadi di Tokyo ho tatuato sulla caviglia il profilo dell’isola e sul braccio destro i cinque cerchi dei Giochi».

Chiudiamo con la ciliegina sulla torta 2024: Parigi.

«Saranno vere Olimpiadi. Per me che sono stata a Tokyo è un sogno. In Giappone non potevamo allenarci e lo stadio era vuoto. Si viveva nel costante incubo del contagio. A Parigi sarà davvero bello esserci».

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