Nicola tiene sulle spine il Cagliari: «Per crescere serve investire»
Il tecnico ha dato risposte vaghe sulla sua permanenza in rossoblù
Cagliari Il Cagliari ha chiuso il campionato con gli stessi 36 punti della stagione scorsa quando in panchina Claudio Ranieri, salvandosi ancora con una settimana d’anticipo sulla fine del torneo. La sconfitta di Napoli è arrivata indolore. Davide Nicola non ha potuto nel dopo partita che elogiare i propri giocatori per la prestazione offerta . «Posso dire t- ha sottolineato - che ancora una volta i ragazzi hanno fatto il loro dovere nel migliore dei modi. Abbiamo giocato bene e saputo rispondere alle loro iniziative. Certo, il primo tempo è stato migliore ma siamo scesi in campo nella ripresa con l’identica spinta psicologica. Purtroppo loro hanno trovato quasi subito il raddoppioè lì è finita».
Ma quello che più interessa nel discorso di Davide Nicola è il suo parere sul futuro suo e della squadra. «Si sa che per costruire una buona formazione e avere delle prestazioni migliori occorre fare una certa programmazione. Ad esempio squadre come Udinese e Torino, e ora anche il Como, sono buone e hanno guadagnato la metà classifica. Arrivarci non è semplice, servono tante cose, che consentano un certo salto di qualità».
«Il Cagliari un anno fa si è salvato alla penultima giornata - ha aggiunto-, e idem ha fatto quest’anno. Alzare l’obiettivo è quello che si auspica tutta la tifoseria. Ora è importante capire quali saranno i movimenti che ha intenzione di fare la società». Ma la domanda sorge spontanea: Nicola sarà ancora l’allenatore del Cagliari? Il tecnico si mantiene sul vago senza una risposta secca.
«Sono venuto a Cagliari per seguire un progetto che aveva come principale traguardo la salvezza. Un bene molto prezioso, non dimentichiamolo. Ottenuto anche con dei pareggi contro squadre forti o strappando vittorie dal valore inestimabile. Ma detto questo occorre ora vedere cosa vuol fare la società. Per riuscire a fare passi avanti, serviranno investimenti importanti». Oltre, l’allenatore del Cagliari non si è spinto, né giovedì prima della partita, né venerdì dopo la gara. «Vediamo un po’ che succede - ha sottolineato -. Ci sono giocatori che hanno fatto bene. Alcuni giovani poi si sono messi in evidenza. Pensiamo a un Adopo, che è arrivato in Sardegna e per la prima volta ha fatto un campionato da titolare. Pensiamo a Caprile, che ha dimostrato di essere un giocatore di spessore. E pensiamo ancora a Piccoli, che non aveva mai segnato più di 5 gol in campionato e stavolta ne ha fatto dieci. Ecco sono tre su cui puntare sicuramente se si vuole crescere».
La parola ora passa alla società, al presidente Tommaso Giulini e al direttore sportivo Nereo Bonato, che già nei prossimi giorni dovrebbero sciogliere i primi nodi che riguardano rinnovi, prestiti e riscatti. Manovre che debbono essere fatte quanto prima per non farsi cogliere impreparati. Nicola sotto questo aspetto pungola ancora la società. «Per salvarsi con maggiore tranquillità e guardare anche un pochino più in alto - chiude il tecnico -, serve assolutamente avere una rosa più completa perché in effetti qualcosa in questo campionato ci è mancata ».