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Sebastiano Musu, il primo sardo nella Mls: «Che gioia giocare a calcio a New York»

di Paolo Camedda
Sebastiano Musu, il primo sardo nella Mls: «Che gioia giocare a calcio a New York»

L’atleta oristanese racconta il suo debutto nel campionato professionistico americano

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Oristano Domenica 20 luglio, quando al 77’ di Kansas City-New York Fc, il suo allenatore, Pascal Jansen, lo ha mandato in campo con il numero 81 al posto del trequartista argentino Julian Fernandez, ha coronato un sogno, quello dell’esordio nella Major League Soccer (Mls), il massimo campionato calcistico nordamericano.

Sebastiano Musu, 25 anni, i cui natali si dividono fra Santa Giusta, paese di suo papà Antonello, e Tonara, paese di mamma Maria Rosa (i nonni materni erano apprezzati torronari), dopo aver iniziato la sua carriera fra i Dilettanti, e aver lasciato l’isola nel 2020, di strada ne ha fatta tanta, diventando il primo sardo a militare nella Serie A nordamericana.

«La mia carriera sportiva è iniziata a 4 anni e mezzo all’Oristano Calcio – racconta –, per poi passare al Simba di Matteoli, successivamente alla Tharros, al San Teodoro, all'Arborea, alla Palma Monte Urpinu, e tornare ancora alla Tharros. Poi sono partito negli Stati Uniti, e ho vissuto prima in Kentucky e successivamente a New York. Dopo aver militato nelle squadre del college, oggi competo con società professionistiche. Era quello che sognavo».

La scelta di lasciare la Sardegna è maturata in piena pandemia: «Nel 2020, grazie al supporto della mia famiglia, ho deciso di trasferirmi negli Stati Uniti per studiare Marketing e management. Ciò che mi ha portato a prendere questa decisione è stato il fatto di poter studiare e contemporaneamente praticare lo sport che amo, il calcio. Poter fare entrambe le cose in Italia non è facile: di solito per poter completare i tuoi studi devi decidere di giocare in leghe minori o addirittura di smettere di giocare. Invece penso che il sistema americano aiuti al 100% gli atleti nell’avere successo in entrambi i campi».

Trasferirsi negli Stati Uniti non è stato però tutto rose e fiori per Sebastiano: «I primi mesi sono stati un po’ complicati – ammette –, dover imparare una nuova lingua e abituarsi a dei ritmi differenti è stato un po’ complesso. Oggi però mi trovo davvero molto bene e non vedo particolari differenze fra l’Italia e l’America».

La svolta sportiva è arrivata nei primi mesi del 2025: «Sono stato invitato per il precampionato dalla seconda squadra di New York City, per poi firmare con loro un contratto e avere successivamente la possibilità di esordire in prima squadra».

Dopo i gol e le belle prove con il New York FC II, per il calciatore oristanese c’è stata così la grande gioia del debutto nella regular season dell'Mls, arricchita da una bella prestazione sul campo: «Sono emozioni difficili da spiegare. Giocare in uno stadio così importante come il Children's Mercy Park era un sogno che si stava realizzando, per cui in campo ero molto concentrato. Devo ringraziare i miei compagni, l’allenatore, lo staff e il club che mi hanno fatto sentire a mio agio sin dall’inizio. Dopo la gara ho scritto ai miei genitori e a mio fratello Giacomo, ma visto il fuso orario ci siamo sentiti telefonicamente il giorno dopo ed è stato bellissimo».

Al momento quella resta la sua unica presenza in prima squadra, anche se Olsen lo ha convocato anche per le sfide con Orlando e Dallas. «Ora devo lavorare duramente. Un giorno mi piacerebbe far parte regolarmente della prima squadra. È il mio obiettivo».

Ma com’è la vita di Sebastiano negli Stati Uniti? « Faccio una colazione a base di proteine. Subito dopo abbiamo un meeting con la squadra dove analizziamo le partite che giocheremo con gli avversari. Poi mi alleno in palestra e faccio dello stretching, così da poter attivare il mio corpo ed essere pronto per l'allenamento».

E fuori dal campo? «Vivo la vita di un semplicissimo ragazzo – assicura Sebastiano –. Esco in città per una passeggiata o un caffè, da solo o con un amico. Il bello di New York è quello di poter scoprire nuovi posti ogni giorno. Ho fatto la scelta giusta».

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