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Iran verso il no ai Mondiali negli Usa, la Fifa studia il caso

Iran verso il no ai Mondiali negli Usa, la Fifa studia il caso

Infantino riferisce che Trump ha assicurato l’accoglienza della nazionale iraniana, ma da Teheran arriva una chiusura netta. Il regolamento lascia alla Fifa piena discrezionalità sull’eventuale sostituzione

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Roma La posizione degli Stati Uniti e quella dell’Iran, a meno di cento giorni dal via del Mondiale di calcio 2026, restano opposte. Da una parte il presidente della Fifa Gianni Infantino ha riferito, dopo un incontro con Donald Trump, che la nazionale iraniana sarebbe “benvenuta” al torneo. Dall’altra, il ministro dello Sport Ahmad Donyamali ha escluso la partecipazione della sua squadra alla competizione.

Le parole di Infantino

In un messaggio diffuso dopo il colloquio con il presidente americano, Infantino ha spiegato di aver discusso con Trump sia dei preparativi della Coppa del Mondo, in programma dall’11 giugno al 19 luglio 2026, sia della situazione iraniana. Secondo il numero uno della Fifa, Trump ha confermato che l’Iran potrà prendere parte al torneo negli Stati Uniti. Infantino ha poi insistito sul valore del Mondiale come evento capace di unire, sostenendo che il calcio possa avere un ruolo di raccordo in una fase internazionale molto tesa.

La replica da Teheran

Poche ore dopo, però, da Teheran è arrivato un segnale di segno opposto. Il ministro Donyamali, parlando alla tv di Stato, ha dichiarato che l’Iran non ha intenzione di partecipare ai Mondiali ospitati anche dagli Usa. Nelle sue parole pesano il conflitto in corso e le accuse rivolte a Washington e a Israele dopo gli attacchi iniziati il 28 febbraio. Reuters riferisce inoltre che la federazione iraniana non ha preso parte al summit operativo Fifa della scorsa settimana ad Atlanta.

Il nodo del girone e delle sedi

La questione ha un impatto immediato anche sul piano organizzativo. L’Iran è stato inserito nel gruppo G e, secondo il calendario richiamato da Reuters, dovrebbe disputare tutte le gare della prima fase negli Stati Uniti: due nell’area di Los Angeles e una a Seattle. Un eventuale ritiro aprirebbe quindi un problema sportivo e logistico che la Fifa sarebbe chiamata a risolvere in tempi rapidi.

Cosa dice il regolamento

Il regolamento del Mondiale 2026 non prevede un meccanismo automatico di sostituzione. L’articolo 6.7 stabilisce infatti che, se una federazione partecipante si ritira o viene esclusa, sarà la Fifa a decidere “a propria discrezione” e ad adottare le misure ritenute necessarie, compresa l’eventuale ammissione di un’altra associazione. Lo stesso testo prevede anche sanzioni economiche: almeno 250 mila franchi svizzeri se il ritiro arriva entro 30 giorni dalla prima gara del torneo, almeno 500 mila se avviene oltre quella soglia, oltre alla restituzione dei contributi ricevuti.

Uno scenario ancora aperto

Al momento non risulta una decisione formale della Fifa sul possibile sostituto dell’Iran. Resta quindi aperto uno scenario senza precedenti recenti, con la federazione internazionale chiamata prima di tutto a capire se il no annunciato dal ministro si tradurrà in un ritiro ufficiale. Solo a quel punto potrà affrontare il rebus del tabellone.

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