Daniele Sorrentino: «La Torres è forte e ora è tutto nelle nostre mani»
L’attaccante arrivato a gennaio ha aiutato i rossoblù a cambiare passo «Quella di sabato col Livorno è una gara che dobbiamo vincere a ogni costo»
Sassari «Alla fine ci salveremo perché siamo un gruppo solidissimo, perché siamo forti e perché lavoriamo ogni giorno con grande convinzione per ottenere questo obiettivo». Daniele Sorrentino indossa i panni del condottiero e tira la volata alla Torres in vista dello sprint salvezza.
L’attaccante campano classe 1997, arrivato a Sassari dalla Cavese poco meno di due mesi fa, si sta rivelando l’uomo in più dei rossoblù sul fronte offensivo.
Per lui, nella sfida di sabato a Perugia, è arrivata la rete numero 4 della sua ancor breve esperienza sassarese. Reti che hanno fruttato 8 punti, ma quello che le statistiche non raccontano è il grande lavoro che Sorrentino fa al servizio della squadra.
«Io vivo per il gol e se sbaglio un’occasione mi arrabbio da morire – racconta – ma sin dal mio primo giorno a Sassari sono entrato in sintonia con lo spirito di questo grande gruppo: si pensa alla squadra, si lavora per tutti, non per il singolo. E quindi se c’è da fare una corsa in più o uno sprint in più anche solo sul pressing, io sono pronto. Come gli altri».
A sorprendere, di Sorrentino, è stata la facilità di inserimento nei meccanismi di una squadra che per mesi ha palesato difficoltà enormi. «In occasione della mia prima intervista qui dissi che mi era bastato un allenamento per capire che nonostante il periodo complicato, questa squadra era tutt’altro che un morto che galleggiava. La Torres era ed è una squadra viva che si allena con intensità e, devo dirlo, anche con il sorriso. In questo va dato merito al grande lavoro di mister Greco e dello staff, che non ci appesantiscono, non ci caricano di tensione e anzi ci stanno rendendo leggero il lavoro. Stanno facendo in modo che ognuno di noi trovi la giusta serenità per rendere al meglio. Poi la domenica siamo tutti pronti a dare il 100%. Io sono un Daniele diverso rispetto a quello che è arrivato a fine gennaio: avevo necessità di cambiare aria, non mi sono fatto ingannare dalla classifica e ho scoperto un posto nel quale ora mi sento vivo e apprezzato. E credo che il rendimento lo dimostri».
La Torres ha pagato qualche errore di troppo, forse dettato dalla grande sicurezza che la squadra è riuscita ad acquisire sin dal ritorno di Alfonso Greco. «Capita a tutti di sbagliare e noi siamo i primi ad accorgersene – dice il giocatore di Acerra –. Certe volte siamo un po’ leziosi, è vero, magari non leggiamo bene la situazione, ma vogliamo giocare e soprattutto dopo un errore, dopo un gol subito, abbiamo la capacità di ricompattarci e ripartire. Penso al mio compagni di reparto Luciani, che all’intervallo a Perugia si è scusato per l’errore dal quale è nata l’azione del loro gol, e poi nel secondo tempo mi ha regalato un grande assist in una situazione nella quale avrebbe anche potuto concludere. C’è un po’ di rammarico per qualche punto lasciato per strada, ma siamo in un buon momento, ce lo godiamo e vogliamo andare avanti con la consapevolezza che siamo forti ed è tutto nelle nostre mani».
Sabato col Livorno non si può sbagliare. «La salvezza sarà come una vittoria del campionato – chiude il numero 99 rossoblù –. Affrontiamo una squadra viva, che ha elementi importanti ma dobbiamo vincere per forza, a qualsiasi costo, e per questo se sarà il caso dovremo essere anche brutti sporchi e cattivi».
