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Spissu, l’ultimo tiro e l’addio a Saragozza: «Una parte di me resterà qui»

Spissu, l’ultimo tiro e l’addio a Saragozza: «Una parte di me resterà qui»

Il play sassarese chiude dopo due stagioni con il Casademont Zaragoza e affida a Instagram un messaggio di gratitudine per compagni, staff, tifosi e città

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Sassari C’è un’immagine che Marco Spissu porterà via da Saragozza più di tutte le altre. Non è soltanto quella del pallone che entra, della sirena che suona, della salvezza che diventa realtà quando ormai sembrava quasi impossibile. È, soprattutto, l’immagine di ciò che quel tiro conteneva: due anni di lavoro, sacrifici, difficoltà, cambiamenti, paure e ostinazione.

Il play sassarese ha salutato il Casademont Zaragoza con un lungo messaggio pubblicato su Instagram, dopo due stagioni in Spagna e dopo l’impresa che ha consegnato al club la permanenza in ACB. Una salvezza arrivata all’ultimo respiro, con la tripla sulla sirena nella vittoria per 94-95 contro il Breogán, diventata in pochi istanti il simbolo di una stagione vissuta sul filo.

«Ciao Zaragoza, dopo due anni meravigliosi è arrivato il momento di salutarsi», ha scritto Spissu. Parole semplici, ma cariche di riconoscenza. Il suo percorso si chiude qui, «anche se avrei immaginato un finale diverso», con la gratitudine per una città e per un’esperienza che, come spesso accade nello sport, sono andate oltre il campo.

Nel messaggio c’è il ringraziamento ai compagni, allo staff, a tutte le persone che hanno lavorato ogni giorno accanto alla squadra. E c’è soprattutto il pensiero per i tifosi, la Marea Roja, che non ha mai smesso di sostenere il gruppo «nei momenti belli e in quelli più difficili», riempiendo il palazzetto e facendo sentire il proprio affetto fino all’ultimo giorno.

Spissu non nasconde il rammarico per non essere riuscito a regalare alla città un traguardo più grande. «È qualcosa che avrei voluto condividere con voi e che resterà uno dei miei rimpianti sportivi di questi due anni», ha scritto. Ma resta l’orgoglio per un epilogo che, se non è stato quello sognato, ha avuto comunque la forza delle storie da ricordare.

L’ultima sirena, per lui, non è il racconto di un singolo tiro. È il riassunto di un gruppo che non ha smesso di crederci. È la permanenza in ACB conquistata quando tutto sembrava sul punto di sfuggire. È il segno lasciato da un giocatore che dice di aver provato a dare tutto, ogni giorno, per quella maglia.

«Zaragoza mi ha regalato molto più del basket», ha aggiunto Spissu, parlando di persone diventate punti di riferimento, quasi una famiglia. Poi il saluto finale, quello che chiude una parentesi ma non cancella il legame: «Ci vediamo presto, Zaragoza. Una parte di me resterà per sempre qui».

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