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Sergio Pinna: «Dobbiamo ancora scoprire la vera Torres»

di Andrea Sini
Sergio Pinna: «Dobbiamo ancora scoprire la vera Torres»

L’ex portiere analizza il momento positivo dei rossoblù: «La posizione in classifica è meritatissima»

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Sassari «Siamo soltanto all’inizio e i veri valori del campionato si vedranno soltanto da dicembre in poi. Ma la Torres sta dimostrando di essere sul pezzo e i punti che ha in classifica sono assolutamente meritati».

Sergio Pinna osserva, elabora, giudica. Proprio come faceva tra i pali, negli anni Ottanta, il leggendario portiere della Torres dell’epoca d’oro mette a fuoco con grande naturalezza il momento della squadra rossoblù.

La squadra di Alfonso Greco le piace?

«In generale dico subito di sì. Ci sono state difficoltà in avvio e diversi infortuni, anche gravi – dice Pinna, che oggi ha 65 e da oltre un decennio lavora come istruttore di portieri nel settore giovanile del Latte Dolce –, ma la squadra sta facendo molto bene. I dieci punti che ha attualmente in classifica sono fieno prezioso già messo in cascina, tenendo presente che il campionato sarà lungo e complicato».

A proposito, come le sembra quest’anno il girone B della serie C?

«Devo dire che oltre Spezia, Reggiana e Ravenna, che sembrano avere qualcosa in più rispetto a tutte le altre, non vedo squadre molto superiori o molto inferiori ai rossoblù. Siamo soltanto all’inizio, però la sensazione è che quest’anno il torneo alle spalle di quelle corazzato sia un po’ più livellato rispetto agli anni scorsi, quindi bisogna stare sempre sul pezzo».

Dove può collocarsi la Torres?

«Spero nella posizione attuale di classifica, quindi in una posizione medio-alta. Però sono convinto che i veri valori si vedranno tra un paio di mesi. E c’è anche da considerare il fatto che noi la Torres al completo non l’abbiamo ancora vista. Scaringi si è fatto male in ritiro, Sorrentino alla prima di Coppa Italia, altri giocatori hanno avuto problemi. Insomma, il giudizio generale è già positivo ma bisogna attendere che Greco abbia tutti a disposizione. La sensazione è che questa squadra possa migliorare praticamente in tutti i reparti».

Chi le piace della Torres di quest’anno?

«Tanti elementi li conosciamo già da anni e sappiamo quello che possono dare. In questo momento è davvero facile dire Lorenzo Di Stefano. Mi piace come si muove, ovviamente come vede la porta, ma mi piace anche la maniera in cui dialoga con Gigi Scotto, un altro elemento fondamentale, che da la carica a lla squadra».

Da portiere a portiere, cosa pensa di Andrea Zaccagno?

«Che è bravo veramente. Mi è sempre piaciuto, è reattivo e agile tra i pali. È a Sassari da diversi anni e ha sempre fatto bene, la sua continuità di rendimento è stupefacente. Sicuramente è uno dei migliori portieri di tutta la serie C, e poi è allenato da un grande professionista come Tore Pinna. Un’altra garanzia, anche fuori dal campo».

Ha nostalgia dei tempi andati?

«Nostalgia no, perché per ogni cosa c’è un tempo giusto. Oggi mi diverto a seguire i portierini del Latte Dolce, tra l’altro lavorando in stretta sinergia con la Torres. Il calcio in generale è cambiato e di certo preferisco quello dei miei tempi, più ruspante e genuino e meno condizionato dai soldi. I vecchi compagni li sento, li vedo. Stamattina ho fatto un aperitivo con il mitico presidente Bruno Rubattu. Ogni occasione è buona per parlare di quella vecchia Torres. E di quanto ci siamo divertiti».

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