Energia e disastri, applausi per Ghini
Successo al Verdi di Sassari per l’attore romano con “Un’ora di tranquillità”
di Monica De Murtas
SASSARI
Inizia come un film con colonna sonora e titoli di testa lo spettacolo "Un'ora di tranquillità" in scena al teatro Verdi, che ritorna per qualche istante ad essere anche un cinema, nella piece diretta e interpretata da Massimo Ghini. Il testo del trentaseienne francese, Florian Zeller, già premiato con il premio Molière, arriva in Italia per la prima volta nella fortunata produzione di Ghini acclamata in ogni tappa della tournée e accolta benissimo anche dal pubblico del Verdi di Sassari.
Teatro strapieno e pubblico entusiasta per il debutto in Sardegna di un lavoro che diverte ed intrattiene con freschezza riuscendo a tenere sempre altra l'attenzione degli spettatori per oltre un'ora e quaranta di spettacolo non stop. L'introduzione video serve alla regia di Ghini per raccontare l'antefatto su cui ruota l'intera vicenda. Sullo sfondo di una Parigi autunnale vediamo così Michel (Massimo Ghini) andare in giro per la città curiosando tra negozietti e bancarelle finchè riesce a trovare e acquistare da un rigattiere un vecchio disco in vinile che cerca da una vita. Spinto dal desiderio di ascoltarlo subito attraversa la città in gran fretta per tornare a casa. Ma arrivato nel suo salotto ecco che una serie di eventi e personaggi lo interromperanno e interferiranno per non farle raggiungere quell'ora di tranquillità in cui godersi la sospirata musica.
Il sipario si apre sul rientro a casa di Michel con una scenografia di grande impatto, curata da Roberto Crea, che ha la capacità di sorprendere e incuriosire lo spettatore. Dagli esterni parigini del lungo Senna, dei bistrot e delle insegne art decò si viene introdotti in un interno moderno che ha il fascino minimalista di una navicella spaziale. Una grande finestra ovale, vista torre Eiffel, illumina di una luce intensa l'appartamento chic dalla tecnologia domotica e il fascino borghese. Massimo Ghini, in scena per tutta la durata dello spettacolo, instancabile e acclamato con grande calore dal pubblico, è un mattatore dal fascino ironico che convince e conquista la simpatia nella spasmodica ricerca dell'ora di tranquillità dichiarata dal titolo. Facile immedesimarsi nel suo personaggio a cui crolla il mondo addosso e per di più di sabato sera, nel giorno dell'agognato relax.
Tutto il cast concorre alla buona riuscita dello spettacolo da Galatea Ranzi, perfetta nel ruolo della moglie borghese, elegante quanto depressa e tormentata dai sensi di colpa, passando per Luca Scapparone, l'idraulico polacco-portoghese maldestro che invece di riparare i guasti arriva a devastare il lussuoso appartamento, sino a Massimo Ciavarro al suo debutto teatrale nel ruolo di Pierre.
Bravi anche Claudio Bigagli (il vicino polacco), l'amica-amante Elsa (una convincente Gea Lionello ) e Alessandro Giuggioli che interpreta Bastian, figlio incompreso e Hard rock del protagonista che riceve un applauso a scena aperta nella scena del suo outing liberatorio.
Equivoci, battute e qualche parolaccia, che immerge la vicenda in un'atmosfera di credibile quotidianità, rendono moderna la classicissima struttura del vaudeville su cui è costruito il testo in un crescendo di energia e disastri che sembrano non avere fine sino all'immancabile gran finale.
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