La Nuova Sardegna

Oristano diventa il set di una web serie

di Claudio Zoccheddu

Il regista Mirko Zaru sta girando “The slide projector”, una produzione ambientata nella biblioteca del seminario

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ORISTANO. Victor Martinez è un quarantenne disoccupato che cerca di sbarcare il lunario. L’occasione arriva quando il museo della sua città, per merito della madre, gli offre un posto da guardiano notturno da accettare senza riserve. Victor indossa la camicia buona, si stringe la cravatta al collo e si presenta al colloquio con il direttore del museo. Con un’ora di ritardo. Nonostante la falsa partenza, Victor ottiene il posto e inizia a riempire le sue notti con un lavoro che presto diventa ripetitivo e noioso. Così, quando si presenta l’occasione di spezzare la routine, Victor non ci pensa due volte. Inizia a frugare tra i reperti e a rovistare nei magazzini fino a quando trova un proiettore per diapositive appartenuto al vecchio proprietario dell’edificio, uno scienziato dei primi del novecento. Lo accende e… Per ora basta così. Almeno per il momento.

I primi sei minuti della web serie “The slide projector” lasciano il groppo in gola e spingono lo spettatore a chiedersi cosa possa succedere una volta acceso il proiettore: «Speriamo che vada proprio così e per questo non anticipiamo nulla in più. Chi vorrà sapere cosa succede a Victor potrà vederlo sul web tra qualche mese, quando avremo completato l’episodio pilota e forse anche la prima puntata della serie» spiega Mirko Zaru, giovane regista oristanese che ha scritto e che dirige la web serie in realizzazione tra le location del borgo di Eleonora D’Arborea, il centro di Oristano: «Una città che offre set perfetti e la possibilità di stravolgerli facendo pochissimi chilometri verso il mare o la montagna. Il museo in cui Victor trova lavoro, ad esempio, è in realtà la biblioteca del seminario della curia», dice ancora Zaru che poi entra nello specifico: «è una serie che è nata dall’idea di produrre un lungometraggio nello stile del thriller psicologico. Tutti gli episodi verranno arrangiati e adattati per sopportare il soggetto e gli intrecci».

C’è anche un mantra che spunta volta per volta dalla parole del regista: «La serie è autoprodotta, a budget zero ma la qualità è altissima perché c’è una regola di base da rispettare: deve essere un prodotto di qualità, equiparabile alle serie che vanno in onda in tv». Ma la qualità ha un prezzo, non solo sul piano dell’abilità e del sacrificio: «Verissimo, per questo cerchiamo investitori che possano sostenere la nostra idea. I primi due episodi saranno il nostro trampolino di partenza anche verso i festival cinematografici del settore, ai quali invieremo il nostro episodio pilota». Per il finanziamento collettivo, sarà sufficiente contattare Mirko Zaru che cerca anche attori e componenti dello staff, nonostante la serie conti già otto attori e sette tecnici. Per i contatti è sufficiente scrivere a castslideprojector@gmail.com o staffslideprojector@gmail.com. Il volto del protagonista, però, è già occupato da Cristian Loddo, musicista quarantenne che impersona Victor Martinez: «Quando mi sono visto sono rimasto stranito ma il regista dice che va bene così e mi fido”. Loddo ha anche un'altra parte fondamentale nella produzione: «Ho scritto le musiche e curo il doppiaggio con Mirko». Un doppiaggio arricchito da effetti che aumentano il pathos, insieme a tecniche di ripresa che strizzano l’occhio alle produzioni americane. Una parentela che si rivela anche nell’estrema caratterizzazione dei personaggi e nel gusto per l’attesa di un’immagine proiettata sul muro che darà il via a “The slide projector”.

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