La Nuova Sardegna

Sulle note dell'organo da Alghero alla diocesi di Aquisgrana

di Paolo Curreli
Sulle note dell'organo da Alghero alla diocesi di Aquisgrana

Il giovane musicista Giovanni Solinas è il nuovo direttore musicale della Basilica di St. Cornelius

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SASSARI. Dal gotico catalano della sua Alghero a quello nordico della splendida Aquisgrana seguendo le note maestose dell’organo. Giovanni Solinas, nato ad Alghero nel 1986, ha festeggiato i suoi 30 anni con uno splendido regalo. «Proprio lunedì, nel giorno del mio compleanno, ho firmato il contratto a tempo indeterminato come direttore musicale della Basilica St. Cornelius di Dülken/Viersen, la Basilica più grande della diocesi di Aquisgrana» racconta soddisfatto il giovane musicista. Un bel traguardo anche per il conservatorio Canepa di Sassari dove Giovanni ha iniziato i suoi studi. «Ho cominciato col pianoforte e ho frequentato diversi master class dello strumento – ci dice– ma la mia passione si è indirizzata verso l’organo, uno strumento che permette grandi possibilità sia come solista che inserito in un’orchestra». E proprio come direttore artistico dell’Organ Fest di Sassari ha invitato l’ensamble tedesco Neuss Kammerorchester.

«Sono andato in Germania curioso di capire meglio questo mestiere. Ma tutto è finito lì, poi sono stato invitato per misurarmi anche dal lato pratico – racconta Giovanni Solinas–. È andato tutto bene, anche se il mio tedesco era praticamente nullo e in pochi parlavano l’inglese. In quei giorni ho capito che questo lavoro era quanto di meglio mi potessi aspettare, a dicembre mi sono trasferito e ho frequentato un corso di tedesco». L’impegno e la disciplina nello studio sono elementi essenziali nella vita di un musicista e Giovanni ha presto superato anche lo scoglio della lingua. «Ho superato anche l’esame della scuola di musica liturgica, passaggio essenziale per poter eseguire i brani legati alla liturgia cattolica della Basilica».

Un lavoro, quello del direttore musicale di una chiesa, da noi quasi sconosciuto. «Un filo che in Italia, nonostante la grande tradizione musicale, si è interrotto, –spiega il musicista–. Invece in Germania è rimasto ben solido, non si tratta solo di suonare i brani legati alla liturgia settimanale ma anche preparare e dirigere il coro della chiesa, quello dei bambini, lavorare a progetti musicali più ampi col coro. Proprio in questi giorni stiamo preparando l’esecuzione del Requiem di Mozart con la rinomata Orchestra “Louis Spohr” di Düsseldorf».

Un viaggio lungo quello di Giovanni Solinas che però non si sente “un cervello in fuga”. «Penso che conoscere nuove realtà sia un aspetto essenziale nella vita di un artista–spiega Giovanni–. D’altra parte bisogna ammettere che l’Italia offre davvero poco ai musicisti. In tanti parlano ma poi non si capisce davvero bene quale direzione si voglia dare al mondo della cultura. Io stesso mi sono dato da fare, anche per valorizzare gli splendidi strumenti che si trovano nelle nostre chiese, ma non è servito a niente. Poi arrivano le notizie sconfortanti dei licenziamenti delle orchestre e della chiusura delle sale».

Naturalmente ci sono anche i progetti nuovi. «Ho diversi concerti in programma a Londra, Perugia, Venezia e diverse date qui in Germania. Quest’anno presento il mio primo cd con le Sonate per organo op. 65 di Mendelssohn edito dalla Motette-Verlag di Düsseldorf che presenteró il 12 giugno in Germania».

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