La Nuova Sardegna

Museo Casa Gramsci monumento nazionale

di Roberto Petretto
Museo Casa Gramsci monumento nazionale

Passa alla Camera la proposta del deputato Caterina Pes

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GHILARZA. È un primo passo, non decisivo, ma non per questo esente da conseguenze polemiche: il “sì” espresso ieri, a larga maggioranza, dalla Camera dei Deputati alla proposta di legge presentata dalla parlamentare Caterina Pes (Pd), punta a elevare la Casa Museo di Antonio Gramsci al rango di “monumento nazionale”. La proposta passa ora all’esame del Senato, dopo aver incassato 290 voti a favore. Si sono astenuti i deputati della Lega Nord (16) e hanno votato contro i 32 parlamentari del Movimento 5Stelle. E proprio da questi voti è nata la coda polemica in una giornata da molti salutata con soddisfazione.

«La Casa Gramsci è un luogo di memoria, di storia, nel quale le vicende personali ed esistenziali di Antonio Gramsci si intrecciano, negli anni della sua formazione, con quelli della storia dell'Italia - ha commentato Caterina Pes -. Questo Parlamento deve al Paese la memoria storica di Gramsci, lo deve al deputato sardo che fu ingiustamente arrestato dai fascisti, in palese violazione dell’immunità parlamentare prevista dallo Statuto Albertino».

Caterina Pes ha ringraziato il proprio Partito, il Pd «che ha creduto da subito in questa legge, la Commissione cultura che l’ha fortemente voluta e tutte le opposizioni che l’hanno sostenuta».

La parlamentare ha espresso dispiacere per la decisione del M5S di votare contro: «Perché Gramsci è un patrimonio di tutti».

La decisione del Movimento 5Stelle è stata spiegata da una nota del gruppo parlamentare: «Abbiamo votato contro perché la proposta non per ragioni aprioristiche né ideologiche, ma sostanziali. Nel nostro ordinamento non esiste alcuna definizione di “monumento nazionale” per cui la Camera ha approvato una cosa che non esiste».

Il Movimento «sta elaborando una proposta di legge che realizzi la cornice normativa che stabilisca criteri oggettivi e trasparenti per erogare fondi ministeriali ad associazioni, fondazioni ed enti culturali».

La posizione dei 5Stelle ha attirato una serie di commenti critici: per i deputati di Sinistra Italiana, Michele Piras e Carlo Galli, «il voto della Camera è un atto dall’importante significato simbolico. La nota stonata incredibilmente arriva dal M5S, che annuncia il suo voto contrario sulla base di argomentazioni burocratiche e alludendo a presunte marchette della “vecchia politica”».

Secondo i due parlamentari «un movimento nato per rinnovare sempre di più si sta dimostrando il più limpido erede della destra qualunquista del secondo dopoguerra, come quegli “indifferenti” che si voltarono dall’altra parte, quando Antonio Gramsci finì in una galera fascista».

Anche Roberto Capelli, del gruppo Democrazia solidale-Centro democratico, ricorda il proprio voto favorevole: «La casa di Ghilarza, dunque - ha continuato Capelli - come testimonianza dell’inizio dell’attività intellettuale di Gramsci, ma anche luogo di cultura importante e da preservare. Museo e biblioteca, fornita di oltre 3000 volumi». «Spiace la scelta dei 5 Stelle di opporsi alla richiesta accolta da tutti gli altri Gruppi. È un peccato che per un mero formalismo non si sia voluti giungere ad una approvazione più rapida del testo».

La Casa Museo è una modesta abitazione tradizionale a due piani di nera pietra basaltica con cortiletto interno di fine '800, che si affaccia sulla via principale di Ghilarza. In questa casa Gramsci, a partire dal 1898, visse gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza con i suoi familiari.

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