Il viaggio di Feltrinelli nell’isola dell’utopia

Ieri a Parigi la prima del film “Una Cuba mediterranea” In Sardegna seguendo le tracce del marchese rivoluzionario

SASSARI. C’era una volta un ricchissimo intellettuale milanese, nobiluomo convertito al comunismo, che sognava di trasformare la Sardegna nella Cuba del Mediterraneo: quell’isola occidentale, da sempre trattata come una colonia, pareva la terra ideale per far scoppiare la rivolta indipendentista e delle classi subalterne. Il marchese/marxista in questione, che poi era l’editore Giangiacomo Feltrinelli, credeva a tal punto nel suo progetto da aver pensato addirittura a chi affidare il ruolo di comandante della rivoluzione. La scelta del Che Guevara sardo pare fosse caduta sul bandito Grazianeddu Mesina, di Orgosolo, che all’epoca – si parla degli anni Sessanta – era molto carismatico e circondato da un’aura romantica.

Quale fine abbiano fatto Feltrinelli (trovato morto il 14 marzo 1972 accanto a un traliccio dell’Enel, nella campagna di Segrate) e Mesina (ergastolano graziato e attualmente imputato per traffico di stupefacenti), è tristemente noto. Tuttavia quel sogno eversivo continua ancora oggi a far riflettere e non smette di porre interrogativi sul senso dell’utopia. Domande contenute nel film “Una Cuba mediterranea”, del regista elvetico Marco Poloni, che da quella mancata avventura prende spunto per la sua pellicola, presentata ieri sera a Parigi in anteprima mondiale assoluta in una sala del Centro culturale svizzero.

Protagonisti del lungometraggio (il film dura in tutto 70 minuti) sono tre giovani che si ritrovano a fare il giro della Sardegna toccando appunto molte delle tappe che lo stesso Feltrinelli toccò durante la sua spedizione nell’isola, tra il ’67 e il ’68: all’attrice Alessandra Roca è infatti affidata la parte di una regista che sbarca sulla terra dei nuraghi per perlustrare le location più adatte alla sua opera, accompagnata da un’amica antropologa (interpretata da Laura Pizzirani) e da Fausto Siddi, attore sardo diventato famoso con il film “Il figlio di Bakunin”, tratto da un romanzo di Sergio Atzeni e girato da Gianfranco Cabiddu.

In questo road movie i tre visitano dunque Pratobello (che ospitò la celebre rivolta antimilitarista), ma anche la Valle della Luna, Bugerru, il Parco della Musica di Riola Sardo e Costa Paradiso, dove ancora c’è la villa di Antonioni. Luoghi simbolici frequentati da Feltrinelli quando – come confermano anche i documenti scoperti dalla Commissione Stragi nel 1996 – intendeva prendere contatto con gli ambienti della sinistra e dell’indipendentismo isolano per realizzare la sua utopia.

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