Monumenti storici tra tutela e riutilizzo
I restauri nel nord Sardegna in un convegno oggi a Sassari La soprintendente Picciau: «Consuntivo di dieci anni di lavori»
SASSARI. Recupero e manutenzione, riqualificazione e riuso degli immobili storici. Gli interventi illustrati in un recente volume curato dalla Soprintendenza ed edito da Delfino sui restauri di edifici pubblici monumentali effettuati nell'arco di ben dieci anni, offriranno lo spunto per un dibattito sul tema del recupero, della manutenzione di immobili storici con diverse destinazioni d'uso, chiese soprattutto, ma anche torri costiere, ponti, palazzi e antiche dimore.
Oggi alle 9 nell'antico Ospedale SS. Annunziata in piazza Fiume, nei locali destinati ad ospitare a breve l'archivio di Stato, si terrà un convegno sul tema del restauro architettonico e monumentale. Inoltre saranno illustrati i lavori, già ultimati per la parte occupata dalla Biblioteca Universitaria e per quella che ospiterà l'archivio di Stato, e in fase di completamento per le altre parti, che interessano l'ex Ospedale SS. Annunziata.
Il convegno, riservato ai professionisti del settore, è organizzato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro, dall'Ordine degli Architetti di Sassari e Olbia-Tempio e dal Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell'Università di Sassari. Al convegno interverranno i soprintendenti che hanno diretto l'ufficio di Sassari dal 2000 ad oggi, oltre a vari esperti del settore, docenti e professionisti. «Un momento importante per mettere a consuntivo dieci anni di lavori sul patrimonio pubblico e anche una riflessione sugli interventi tecnici non disgiunti dal riutilizzo e dalla restituzione alla comunità del patrimonio storico» dichiara la nuova soprintendente Maura Picciau. L’aspetto del rapporto con la cittadinanza sembra centrale nella filosofia di intervento della storica dell’arte Picciau. «Viviamo in un periodo di grande ridimensionamento della spesa, i soldi sono pochi e vanno utilizzati con grande saggezza. La maggioranza dei fondi sono indirizzati agli interventi di urgenza, ma non va perso di vista il rapporto tra la memoria storica e la comunità – dichiara la soprintendente –. Troppo spesso l’attività dell’istituzione viene vista come un intralcio antipatico tra ritardi e autorizzazioni».
Maura Picciau, che ritorna in Sardegna dopo diverse esperienze, ha, invece, una visione più partecipata dell’attività delle soprintendenze. «Sono orgogliosa di lavorare con chi è stato capace di salvaguardare il ponte romano sul Kalik ad Alghero, per esempio, restituendo a tutti noi un pezzo di memoria e di paesaggio. Esistono strumenti che impongono un vincolo più leggero sulle proprietà come quello “storico relazionale” che tutela non solo manufatti ma anche l’aspetto che questi hanno con le vicende della comunità. La gestione dei beni, in armonia con la politica locale, non può che creare cultura e responsabilità».
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