Daverio e Severgnini: «Addio a un amico»
SASSARI. Philippe Daverio apprende della scomparsa di Sciola mentre è in viaggio: «Un colpo davvero duro – la reazione dello storico dell’arte –. Eravamo più che amici eravamo “fratelli di cancro”....
SASSARI. Philippe Daverio apprende della scomparsa di Sciola mentre è in viaggio: «Un colpo davvero duro – la reazione dello storico dell’arte –. Eravamo più che amici eravamo “fratelli di cancro”. Lo incontrai ad Assisi dove aveva seminato i suoi “semi della pace” qualche anno fa. Era molto dimagrito, “Sei ringiovanito”, gli dissi. Ma lui mi raccontò della sua malattia e parlando dei sintomi mi spinse subito a farmi visitare. Mi ha salvato la vita, in pratica». Oltre la grande amicizia, per Philippe Daverio, Pinuccio Sciola è una delle figure più importanti dell’arte contemporanea. «Un grande artista, un grandissimo scultore. Ma anche uno sciamano, che riusciva a trasformare l’arte in un atto mistico».
Il giornalista Beppe Severgnini ha condiviso commosso la notizia ieri mattina sulla sua pagina Twitter. Ci racconta del legame stretto che aveva con Sciola. «Per me Pinuccio era una pietra con le gambe. Ci siamo incontrati tante volte a Milano, è stato mio ospite qui a Crema – ricorda Severgnini – ma lo vedevo sempre un po’ a disagio, le rocce non le puoi spostare con facilità. Sono convinto che adesso è una pietra che decora i giardini del paradiso, sicuramente se lo merita. Mi ricordo il suo sorriso a San Sperate nel parco delle pietre: “Che provino a rubare le mie opere” mi diceva davanti a quelle sculture enormi».
Per Severgnini Sciola è una presenza quotidiana. «Ascolta la musica delle sue pietre – dice al telefono –. Sono due e le tengo qui, davanti alla mia scrivania, sono le mie pietre guardiane, e posso assicurare che funzionano. Hanno tenuto lontano tanti guai e influenze negative. Voleva regalarmene una, ma ho vinto io, ho dovuto litigare ma sono riuscito a pagarle. È il tuo lavoro gli dicevo è giusto così, una vittoria a metà perché poi me ne ha regalato una terza». Oggi sul Corriere della Sera Beppe Severgnini firma un suo ricordo dell’artista. (p.c.)
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