La Nuova Sardegna

Un cavaliere cade, è grave

Maria Antonietta Cossu
Un cavaliere cade, è grave

È un allevatore di 31 anni, ha battuto la testa: operato nella notte a Nuoro

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SEDILO. Paura e alta tensione all’Ardia, turbata da un grave incidente. Un cavaliere è caduto nella discesa verso l’arco battendo violentemente la testa sul terreno. Giuseppangelo Marceddu, 31 anni, allevatore, stava affrontando l’insidiosa curva che piega verso l’arco di San Costantino quando si è trovato stretto tra più cavalli. La dinamica è confusa. Il suo cavallo sarebbe scivolato trascinando a terra il ragazzo, che sarebbe stato colpito dallo zoccolo di un altro animale. Privo di conoscenza, il giovane è stato soccorso e adagiato in una zona di sicurezza, dove gli sono state praticate le prime cure. I medici del 118 e i volontari per l’assistenza sanitaria (un team tutto composto da personale medico qualificato) hanno operato a lungo per stabilizzare il paziente, protetti dal cordone delle forze dell’ordine. Dopo circa un’ora il ferito è stato trasportato all’ospedale San Francesco di Nuoro, dove è stato ricoverato in rianimazione e sottoposto a una tac per verificare l’entità del trauma cranico. Subito dopo i primi esami, dai quali si è potuta constatare una situazione del paziente piuttosto seria, i medici hanno deciso di operare il fantino.

Mentre Giuseppangelo Marceddu veniva assistito a bordopista gli altri cavalieri proseguivano la corsa, ignari della gravità della situazione. Nella concitazione di quei momenti nessuno, tranne il fratello che gli correva accanto, si è reso conto delle condizioni di Giuseppangelo. La manifestazione di ieri ha regalato grandi emozioni al pubblico ignaro. I cavalieri hanno dato vita a una vera e propria battaglia, complice la scelta del capocorsa di non lasciare troppo spazio tra sé e gli inseguitori. La prima pandela ha stretto i fianchi del suo Mercurio ed è andato a prendersi la gloria. Il suo repentino scatto in avanti ha scatenato una raffica di spari e provocato la folle rincorsa dell’esercito di Costantino. In un attimo la discesa da Su Frontigheddu all’arco è scomparsa sotto centinaia di zoccoli. Tutta la magia e l’energia dell’Ardia sono esplose in quel momento. Il gran cerimoniere della processione religiosa era Michele Carboni. Lui e i cavalieri che lo accompagnavano sono stati gli interpreti di una tradizione che supera i confini locali e di un sentimento religioso che accomuna migliaia di sardi. E ieri c’era un popolo a rendere testimonianza della bellezza di una festa che si ripete con fascino immutato.

Una gran folla ha assistito al rituale. Un atto di fede e coraggio compiuto in nome di Costantino, il paladino che pose fine alla persecuzione dei cristiani. Dopo più di un millennio i sardi lo venerano ancora e da oltre un secolo i sedilesi ne celebrano le gesta e la grandezza con una mirabolante corsa a cavallo, con la prova di fatica dei corridori dell’Ottava e uno straordinario rosario di momenti di preghiera collettiva. Gli spettatori ammiravano i cavalieri prodursi in una sfrenata corsa lungo il sinuoso tracciato che dal cuspide di Su Frontigheddu si sgroviglia dentro e fuori la corte di San Costantino. La prima pandela precedeva tutti bruciando in pochi minuti i trentadue anni trascorsi in attesa dell’investitura. I vessiliferi Mario Meloni e Gian Battista Carboni hanno protetto la sua fuga rintuzzando ogni tentativo degli inseguitori di sopravanzare ma nella parte terminale della scalata che porta al santuario hanno dovuto cedere il passo ai più intrepidi. «Questa è Ardia», ha commentato qualcuno tra il pubblico elettrizzato dalla sfida che si stava consumando sui tornanti di Monte Isei.

L’imperiosa cavalcata delle truppe di Costantino si è arrestata ai piedi della chiesa, dove ha avuto inizio la liturgia dei giri votivi. Dopo aver orbitato per sette volte attorno all’ edificio di culto Michele Carboni si è lanciato al galoppo verso Sa Muredda. Mario Meloni e Gian Battista Carboni lo tallonavano inseguiti da un’ottantina di cavalieri. Il ritmo della corsa si è stemperato a Sa Muredda, dove gli attori dell’Ardia si sono radunati per l’ultimo assalto. I vessiliferi hanno invertito il senso di marcia e imboccato curva di Su Forte. Il voto è stato sciolto .

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