A Brera il Caravaggio delle polemiche
MILANO. Ha fatto discutere ben prima di essere in mostra da giovedì prossimo al 5 febbraio a Brera il dipinto di “Giuditta che decapita Oloferne” ritrovato nella soffitta di una villa di Tolosa due...
MILANO. Ha fatto discutere ben prima di essere in mostra da giovedì prossimo al 5 febbraio a Brera il dipinto di “Giuditta che decapita Oloferne” ritrovato nella soffitta di una villa di Tolosa due anni fa e attribuito, con polemiche, a Caravaggio. Se lo Stato francese non lo acquisterà entro due anni e mezzo, il quadro potrà essere messo in vendita dai proprietari.
E l'esposizione nella Pinacoteca milanese, accanto a un capolavoro di Caravaggio come la Cena in Emmaus, ne aumenta di certo il prestigio. In polemica con la decisione di esporre l'opera, disponibile al pubblico per la prima volta in assoluto, si è dimesso dal comitato consultivo del museo lo storico dell'arte Giovanni Agosti, tanto più che la didascalia attribuisce il dipinto a Caravaggio, anche se con a fianco un asterisco che riporta a una scritta in cui si spiega che l'attribuzione «è una condizione del prestito e non riflette necessariamente la posizione ufficiale né della Pinacoteca di Brera, né del suo consiglio di amministrazione, del comitato consultivo, del direttore o del personale». Però il direttore di Brera James Bradburne è convinto che le polemiche siano «basate su fraintendimenti o informazioni mancanti». In primis, spiega, il dialogo Attorno a Caravaggio si intitola “Una questione di attribuzione” e poi l'esporre il dipinto a fianco di Caravaggio veri, di quadri attribuiti con certezza a Louis Finson, autore fiammingo che dipinse direttamente dall'originale vari quadri di Caravaggio, e di altri dubbi a suo dire è un'occasione unica per gli storici dell'arte che li possono comparare dal vivo «generando nuova conoscenza». Anzi, tutti i visitatori sono chiamati a esprimere la loro opinione partecipando a un sondaggio (non scientifico) sul sito della Pinacoteca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
