Il Museo dei Giganti raddoppia
Il Comune di Cabras rilancia il progetto: una nuova ala con design di Antonio Marras
CABRAS. È diventato troppo piccolo il Museo Civico “Giovanni Marongiu” per contenere e valorizzare adeguatamente il patrimonio archeologico proveniente dai siti di Tharros e Mont’e Prama, certamente tra i più importanti della Sardegna e forse dell’intero bacino del mediterraneo. Un patrimonio che ormai viene visto e apprezzato da centinaia di migliaia di visitatori, che rimangono affascinati dalla solennità delle statue millenarie restituite da Mont’e Prama. Dopo l’esposizione delle prime sei statue restaurate nel laboratorio di Li Punti e delle tre rinvenute durante la campagna di scavi del 2014, la presenza dei visitatori è aumentata in maniera esponenziale: nel 2015 oltre 160 mila presenze, raggiunte quest’anno già nel mese di ottobre, e il numero è in costante crescita. Anche sul fronte economico l’incremento è stato notevole, passando da poco più di 200 mila euro del 2012 agli oltre 500 mila attuali. Le statue dei guerrieri e dei pugilatori, ma non solo quelle, ospitate nel Museo “Marongiu” sono costituiscono un richiamo irresistibile per i turisti e grandissimo interesse per il mondo accademico.
Giovedì scorso la giunta Comunale guidata dal sindaco Cristiano Carrus ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del secondo lotto dei lavori di ampliamento del polo museale. A gennaio sarà bandita la gara d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori: un’altra sala di 500 metri quadrati che andrà ad affiancare quella in fase di realizzazione che di metri quadrati ne conta 200. L’opera, progettata dallo studio degli architetti sassaresi Dejana più Fiamma, dovrebbe essere ultimata entro dicembre 2018. I professionisti sassaresi si sono aggiudicati il lavoro vincendo un concorso di idee, al quale aveva partecipato anche lo scomparso architetto Simone Lumbau, bandito dal Comune nel 2011. La facciata della nuova struttura sarà disegnata dallo stilista algherese Antonio Marras, il quale si è ispirato alla tecnica del “Sand casting” (colata di sabbia) inventata nel 1948 a East hampton dall’artista di Orani Costantino Nivola e condivisa con le Corbusier. Ma in questo caso, i pannelli che comporranno il rivestimento della facciata, dall’elemento artistico di Nivola passerà a quello architettonico disegnato da Marras e progettato dal team di architetti sassaresi. Il sand-casting è una tecnica scultorea che permette di realizzare bassorilievi in cemento, che diventano veri e propri elementi architettonici prefabbricati.
Lavori realizzati con la stessa tecnica sperimentata da Nivola, si possono vedere nella 5a strada di New York, dove si trova la show-room Olivetti. Costo totale dei lavori 5 milioni di euro: 2 stanziati dalla Regione Sardegna e 3 dal Ministero per i Beni Culturali. Poco meno di 1,4 andranno a pagare i lavori del primo lotto e 3 milioni per il secondo. Il resto sarà ripartito per la promozione e la cartellonistica. «Una volta terminato l’intero polo – dice il sindaco Carrus – ci attiveremo per riportare a casa le altre 22 statue attualmente esposte nel Museo di Cagliari».
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