La Nuova Sardegna

Applausi per le “Sorelle Materassi”

di Monica De Murtas
Applausi per le “Sorelle Materassi”

Lucia Poli e Milena Vukotic in una grande interpretazione al Comunale di Sassari

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SASSARI. Ironia, dramma e un gusto sottile per il grottesco si fondono nella vicenda delle “Sorelle Materassi” capolavoro di Palazzeschi diventato successo cinematografico e sceneggiato televisivo cult negli anni ’70.

Nella sua ultima versione teatrale in scena al Comunale di Sassari all’interno della stagione Cedac a dare volto a Teresa e Carolina sono due grandi attrici italiane: Lucia Poli e Milena Vukotic. Entrambe si calano con destrezza nel ruolo delle anziane sorelle di Santa Maria a Coverciano, provincia di Firenze: zitelle per destino e ricamatrici di professione, immerse nel loro piccolo mondo antico, fatto di merletti, sospiri e ricordi. 

Unica energia vitale nell’universo avvizzito delle donne, unica gioia in una realtà in cui esiste solo il ricamo, diventato una fruttuosa industria a conduzione familiare, è il nipote: Remo (Gabriele Anagni) preso in cura dalle due zie da piccolo dopo la morte della madre. Ormai ventenne il ragazzo bello, affascinante e opportunista è il pupillo delle Materassi che per accontentare i suoi capricci arrivano ad indebitarsi sino a perdere il piccolo patrimonio accumulato in una vita di duro lavoro. I testi di Ugo Chiti e la regia di Geppy Gleijeses trasferiscono in teatro l’atmosfera del romanzo, non sempre tuttavia dialoghi e regia riescono a rendere appieno la geniale alternanza dialettica tra farsa e pathos tipica dello stile Palazzeschiano. 

Molti passaggi divertenti della trama si perdono in un testo che, nel tentativo di sintetizzare i molteplici risvolti, si appiattisce in una narrazione eccessivamente lenta e monocorde. A ravvivare il racconto sono le interpretazioni delle due protagoniste che donano ai loro personaggi colori e sfumature cangianti. Brava nel ruolo di Giselda anche Marilù Prati terza sorella Materassi reduce da un matrimonio fallito. Lei che il mondo lo conosce cerca di svelare alle ingenue sorelle il vero volto di Remo ma inutilmente. Convincente anche Sandra Garuglieri nel ruolo della fedele domestica. Le scene di Roberto Crea immergono in un’atmosfera lontana dal tradizionale “salotto buono” della piccola borghesia di provincia per aprire invece lo sguardo su una finestra dal fascino metafisico che incornicia un enorme albero dai rami spogli.  Tra i momenti più riusciti la ricostruzione dell’esilarante rito domenicale delle Materassi in cui le donne, riesumata la loro femminilità, si agghindano con pizzi e cappellini dei vecchi tempi.

Il “travestimento” delle sorelle ritorna nel finale quando per il matrimonio di Remo con la ricca ereditiera americana indossano due grotteschi abiti da sposa.  Le zie in maniera ormai esplicita inscenano la farsa, vivono attraverso la vita del nipote emozioni che non hanno vissuto mai.

Sognano di essere le protagoniste di una storia in cui son sempre state figure di contorno. Ballano infine insieme le anziane spose con i fantasmi di una vita ormai sfuggita per sempre. Ma qualcosa rimane alle sorelle Materassi: un pacco di fotografie da guardare e riguardare di Remo, ormai partito per l’America, in un estremo impulso voyeurista. È questo il filo sottile da afferrare per continuare a vivere e... a ricamare. Calorosi gli applausi del pubblico durante lo spettacolo e nel finale. Si replica oggi alle 20,30 Eliseo di Nuoro e domani al Comunale di Santa Teresa alle 21.

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