Ruote e cerchi: Alghero invasa dalla creatività
“Sentieri del contemporaneo” fino al 25 giugno Installazioni e una mostra con nomi di primo piano
di Paolo Curreli
L’idea di fertilizzare, irrigare e movimentare idee, progetti e quindi economie e la volontà di recuperare spazi gli urbani alla condivisione e al bene comune è una delle manifestazione delle arte contemporanea più vitali. Un modo che abbandona i piedistalli del monumentale per avventurarsi nei percorsi della partecipazione sociale. Questo è anche lo spirito di “Sentieri del contemporaneo”, iniziativa che coinvolge Alghero con diverse manifestazioni. Nell’ex mercato del centro la mostra “In-Giro / A-round” con gli artisti: Maria Thereza Alvez, Getulio Alviani, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Elisabetta Benassi, Jimmie Durham, Jan Fabre, Marco Fedele di Catrano, Rainer Ganahl, Alberto Garutti, Laura Grisi, Fabrice Hyber, Felice Levini, H.H. Lim, Gülsün Karamustafa, Luigi Ontani, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Daniele Puppi, Annie Ratti, Gert Robijns, Maurizio Savini, Remo Salvadori, Ettore Spalletti e Donatella Spaziani.
Nomi di primissimo piano della scena contemporanea nell’elenco – come Fabre, Ontani e Pistoletto, solo per citarne alcuni – notissimi anche al di fuori della cerchia di specialisti e appassionati. L’arte arriva nei luoghi del centro di Alghero con l’installazione site specific di Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle “la Città di tutti” in Piazza Pino Piras e alla Torre medievale di Porta Terra. L’installazione nella piazza è composta da 400 cerchi di legno che formano un’architettura mobile che ripropone questi spazi, così particolari del la città antica, in una luce del tutto nuova. Alla Torre medievale di Porta Terra la documentazione sulle utopie realizzabili di Yona Friedman: fotografie, video e documenti sulle esperienze finora svolte in Italia. Lunedì 8 alle 17 al dipartimento di architettura, nei Bastioni Marco Polo, incontri sulla rigenerazione dello spazio pubblico.
L’arte invade la città in maniera totalmente diversa dai classici modi di “arte pubblica” o “decoro urbano”. «La nostra non è una scultura, ma piuttosto un’azione di riappropriazione degli spazi urbani attraverso l’arte» spiega Dora Stiefelmeier, assistente di Yona Friedman e direttore artistico dell’associazione Zerynthia che ha curato la performance-costruzione “No Man’s City / La città di tutti” in piazza Pino Corrias.
«L’arte pubblica è determinata dalla politica e si muove verso obiettivi diversi dai nostri – continua Dora Stiefelmeier –. Quello che si chiama decoro urbano, invece, è spesso prodotto da designer e architetti che vivono lontani dalle comunità per cui progettano. In totale sintonia con le idee di Yona Friedman, in questi giorni ad Alghero, l’arte è diventata visibile e godibile da tutti. Componente essenziale dell’opera non è solo l’oggetto costruito ma il momento condiviso del costruire. Bambini delle scuole studenti dell’Accademia d’arte e della facoltà di Architettura hanno partecipato all’assemblaggio di una architettura flessibile e trasformabile in una atmosfera di festa, davanti a tanti cittadini incuriositi. Sono convinta che partecipare alla creazione dell’arte ci possa cambiare in maniera profonda».
L’assemblaggio dei 400 cerchi è diventato martedì una festa pubblica. «Abbiamo voluto partecipare anche noi alla festa della città per il Giro d’Italia – dice Stiefelmeier – anche con la mostra al mercato storico che ha coinvolto tanti artisti con al centro l’idea del cerchio nell’arte».
“Sentieri contemporanei” è un progetto triennale di sviluppo territoriale promosso da Fondazione di Sardegna con Decamaster, il master in Diritto ed economia per la cultura e l’arte dell’università di Sassari, e con Zerynthia, “associazione per l’arte contemporanea”.
Il progetto si avvale inoltre della partecipazione attiva degli studenti dell’Università e dell’Accademia e degli istituti scolastici di Sassari e di Alghero e della collaborazione di volontari provenienti da varie città italiane.
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