La Nuova Sardegna

«Ecco perché non eravamo a Macomer»

L’associazione degli editori spiega l’assenza alla Mostra del libro: «È stato come un Vinitaly, ma senza le cantine»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Dopo le recenti polemiche sulla Mostra del libro in Sardegna, l’Aes, Associazione degli editori sardi, ha diffuso una nota che sottolinea la posizione dell’associazione che – come le omologhe organizzazioni territoriali nazionali – si occupa dello sviluppo e promozione dell’editoria, oltre che della tutela degli interessi della categoria che rappresenta.

L’Aes è un interlocutore riconosciuto dalla legge e dalla Regione Sardegna. «La legge regionale 22/98, che si occupa di editoria e, nello specifico, di “opere edite in Sardegna” – come precisa la direzione dell’associazione nella sua nota – riconosce e sostiene la creazione e lo sviluppo di forme associative fra le imprese editoriali che prestino servizi comuni per l’attuazione di progetti per la conoscenza e lo sviluppo dei mercato».

È dal lontano 1986 che l’Aes collabora con la Regione agli interventi di promozione del libro sardo. «Lo ha fatto con proposte e attività culturali, attraverso la partecipazione a bandi che pongono specifici requisiti di accesso – sottolinea la direzione dell’Aes –; e si appresta a inaugurare nuove stagioni di sviluppo dell’editoria e della cultura sarda, anche in collaborazione con privati. Ricordiamo la partecipazione trentennale al Salone del libro di Torino, i quindici anni di onorata collaborazione per la Mostra del libro, nata come Mostra dell’editoria sarda – che l’Aes ha contribuito a fondare nel 2000 – e la realizzazione negli anni di programmi a diffusione regionale, nazionale e internazionale». Il punto di attrito tra l’Aes è il Comune di Macomer è stato sulla data dell’ organizzazione della Mostra. «Sul versante della Mostra del libro 2017 si è sempre fatto presente che la data individuata avrebbe comunque creato molti problemi, vista la concomitanza con la Fiera di Milano prima, e con il Salone internazionale del libro di Torino poi – ricordano dall’Aes –. Si è tentato di suggerire uno slittamento di una manifestazione che di fatto non ha mai avuto negli anni una data fissa. Pur non capendo l’irremovibilità del Comune di Macomer a riguardo, tenuto conto di questa irrinunciabile esigenza “politico-istituzionale”, abbiamo avanzato, tramite la mediazione dall’assessore regionale alla Cultura Dessena, diverse ipotesi di collaborazione, che purtroppo non sono state recepite». Questo ha portato all’assenza dell’associazione degli editori dalla recente Mostra del libro di Macomer.

«Prendiamo atto del fatto che il Comune ha lavorato in autonomia, esautorando la categoria – dice l’Aes –. Il programma 2017 è di fatto un palcoscenico generalista composto di poche proposte raccolte e organizzate in modo incoerente attorno a una tavola priva dell’ingrediente principale, gli editori sardi e i loro libri, ai quali la legge è espressamente dedicata, così come le risorse, che appaiono oggi clamorosamente sciupate. Sarebbe come fare Vinitaly senza le cantine – continua la direzione dell’Aes – o la fiera regionale degli ovini, che pure si è appena svolta a Macomer, senza gli allevatori, e così via. Chi dovrebbe gestire le risorse assegnate per assecondare un processo virtuoso, ha invece preferito far da sé: ha raccolto un assortimento limitato dei pochi libri presenti, aggirando le diffide pervenute alla distribuzione. Con i disastrosi risultati che tutti noi oggi vediamo». In conclusione l’associazione degli editori auspica di potere «disegnare insieme con la Regione le prospettive future di una Mostra diversa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative