Firenze culla del “VideoRinascimento”
Le opere elettroniche di Bill Viola in mostra sui maxischermi allestiti a Palazzo Strozzi
L’essere umano nella sua fisicità, nudità e quotidianità, cancellato dal fuoco, sommerso dall’acqua, purificato dai fluidi oscuri delle proprie negatività, immortalato nel passaggio dalla vecchiaia alla morte: è il protagonista indiscusso di “Rinascimento elettronico”, la grande mostra (curata dalla moglie Kira Perov e dal direttore della fondazione, Arturo Galansino) che il maestro newyorchese della videoarte internazionale, Bill Viola, propone a Palazzo Strozzi di Firenze sino al 23 luglio. Nelle sale dell’edificio storico, oscurate fino a trasformarsi in un contesto quasi metafisico, prendono forma i video lisergici di Viola, proiettati su colossali schermi che giganteggiano appesi alle pareti o nel centro delle stanze.
L’obiettivo si focalizza sui corpi, fissandone con la forza esasperante del rallentatore caratteristiche, dinamiche e plasticità: come in “The Crossing”, grande video «doppio» che apre la mostra, dove su due fronti dello stesso maxischermo, un uomo viene lentissimamente annientato dalle fiamme su una facciata, e dall’altra cancellato da una tempesta d’acqua. In “Catherinès room 5” piccoli quadranti espongono, in movimento, la simbolica suddivisione in stanze diversamente arredate e vissute della vita di una persona, mentre “Inverted Birth” rilegge il tema dell’immersione dell’essere umano negli elementi basici dell’esistenza, riprendendo con la tecnica della registrazione al contrario un uomo che si libera delle influenze nefaste che lo pervadono, espellendo da sé un flusso via via nero catramoso, poi rosso sangue, quindi bianco, infine trasparente, fino a recuperare la propria originale purezza.
L’esposizione è poi disseminata di videopere che tendono la mano, attraverso secoli e tecnologie ai grandi classici del Rinascimento, esposti insieme nelle stesse sale quasi a voler instaurare un contatto quasi fisico: “The Greeting” rimette in scena la “Visitazione” del Pontormo, “Emergence” stabilisce un dialogo faccia a faccia con il “Cristo in pietà” di Masolino, e “The Deluge”, lungo video che riprende il via vai in strada davanti a una casa fino al momento di una colossale alluvione che spazza via persone e cose (quasi, per certi versi, una trasfigurazione acquatica della celebre scena finale di Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni) con il “Diluvio” di Paolo Uccello.
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