La Nuova Sardegna

Ostlund, uno svedese pazzo di gioia a Cannes 

di Alessandra Magliaro
Ostlund, uno svedese pazzo di gioia a Cannes 

La Palma d’oro della settantesima edizione assegnata a “The Square”, grottesco ritratto dell’arte contemporanea

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CANNES. L'emozione che fa tremare Diane Kruger, quella che paralizza Joaquin Phoenix, quella che fa saltare con esuberanza il 43enne regista svedese Ruben Ostlund Palma d'oro con il grottesco “The Square”, il pianto tenero della regista opera prima Camera d'or Leonor Serraille e l'appello della madrina Monica Bellucci a fare largo nell'immediato futuro alle cineaste. Sono i momenti da ricordare della cerimonia di chiusura del 70/mo festival di Cannes.
Il palmares a Cannes è sempre una grande sorpresa e nulla mai trapela rispetto ai premiati, vengono chiaramente richiamati dal festival poche ore prima, ma senza sapere cosa andranno a vincere (e se andranno a vincere, ci sono casi storici di depistaggio a confermarlo), così ogni anno si ripete qui nell'ultima sera la magia dell'emozione immediata, quella che fa tremare la voce, che fa commuovere o straparlare. La cerimonia per quanto essenziale vive ogni anno di questo. Diane Kruger è stata toccante: questa bellissima attrice e modella tedesca, è salita sul palco e intimidita per il premio, la palma per la migliore interpretazione femminile, con la macchina che le ha inquadrato le mani che tremavano, ha ringraziato e ricordato come «tutto sia cominciato qui a Cannes, grazie mille volte». Quasi senza parole Joaquin Phoenix, il violento investigatore privato di “You were never really here” di Lynne Ramsay. Composto e ispirato Robin Campillo, lo sceneggiatore e regista francese nato in Marocco alla sua prima volta nel concorso di Cannes. Euforico lo svedese Ostlund esuberante per la Palma d'oro a The Square, una storia in pieno gusto del cinema di Almodovar e Sorrentino, ritratto grottesco dell'arte contemporanea e critica feroce dell'era disinvolta della promozione social. Abbracciando i suoi protagonisti Dominic West, Elisabeth Moss e Claes Bang, non ha fatto che saltellare urlando “Oh my God”. A far sorridere la platea ha pensato Will Smith, l'attore americano membro della giuria, simpatico, disponibile sin dal primo giorno. Quando è stato annunciato a sorpresa il premio speciale per il 70/mo anniversario a Nicole Kidman, Will Smith ha imitato l'attrice australiana fingendo di commuoversi e piangere proprio come avrebbe fatto lei. Pedro Almodovar - ha dominato, come d'abitudine per la chiusura di Cannes, la cerimonia annunciando lui praticamente tutti i premi.
Infine il tema donna. Le cerimonie del 70/mo anniversario hanno “costretto” a guardare in faccia la realtà: una sola Palma d'oro è stata vinta da una donna, Jane Campion, “Lezioni di Piano”, 1993. «Quest'anno - ha detto una Bellucci elegante sirena in abito nero e pizzo - ci siamo permessi di visitare la nostra grande storia, voglio sperare però che le cineaste abbiano in futuro decisamente più posto. Il mio ruolo di donna e madrina mi obbliga a questo appello». E la giuria di Almodovar con il palmares sembra offrire un primo segnale: Sofia Coppola con “L'inganno” ha vinto il terzo premio, quello per la regia.

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