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Come mettere il mondo sottosopra 

Come mettere il mondo sottosopra 

Il cartellone dello spazio dedicato ai bambini tra racconti, versi e workshop

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GAVOI. Colorato, accogliente, felicemente libero dalla banalità del quotidiano. È lo spazio dedicato ai bambini e ai ragazzi del festival “L’isola delle storie”: una fucina di musica, fumetti, laboratori e incontri con gli autori, acquartierato anche quest’anno nella scuola elementare di via Salvatore Canio. Un appuntamento presente sin dalla prima edizione della rassegna letteraria e sempre ricco di piacevoli sorprese.

All’interno delle aule e nel cortile è richiesta una cosa sola: guardare il mondo da prospettive quanto più possibile personali. E infatti, spiega Teresa Porcella (che cura lo spazio con l’associazione Scioglilibro, in collaborazione con il Centro regionale di documentazione biblioteche per ragazzi di Cagliari e il Sistema bibliotecario della città metropolitana di Cagliari) il filo conduttore di questa edizione è la parola “sottosopra”, che ritorna come un leitmotiv a partire dalla mostra “Libri sottosopra”, un’esposizione di volumi divertenti da leggere e belli da guardare. Un’altra costante, spiega Porcella, è «l’ibridazione tra vari linguaggi e la volontà di essere semplici, comprensibili, ma non banali, perché i bambini sanno essere profondi e sono naturalmente poeti».

Tra gli appuntamenti di oggi va segnalato il laboratorio di scrittura, supportata dalla fotografia, “Se saprei scrivere bene” (dalle 10) con lo scrittore Antonio Ferrara e la fotografa Marianna Cappelli, per bambini dagli otto anni.

Alla stessa ora Jek Tessaro coinvolge i piccoli dai tre ai sei anni con una divertente lezione sulla lettura accostata alla costruzione di cavalli e scuderie in “Il teatro-valigia Kamishibai”. “Il grande Rimosauro” (alle 11), mitologico ibrido tra un dinosauro e una raccolta di rime, è la proposta di Lilith Moscon e Francesco Chiacchio, presente al festival anche con la serie di illustrazioni “Per filo e per segno”.

Tra le altre proposte della mattina, il workshop ispirato a Bruno Munari ha un titolo perfettamente in linea con il filo conduttore del festival: “Guardare l’arcobaleno a testa in giù” (alle 10).

Stesso discorso per “Pop-down: libri a testa in giù” (in programma alle 16.30) e “Sottosopra? Purché sia colorato”, il laboratorio di arte e creatività per bambini dai sette ai dieci anni diretto da Gianni Atzeni. Infine “Le montagne degli dei: tra Walter Monati e Jiro Taniguchi” è un incontro di narrazione montana estrema con Emanuele Ortu. (grazia brundu)

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