Vasco Rossi: «È stata una tempesta perfetta»
di Claudia Fascia
Concerto riuscito anche dal punto di vista organizzativo. Polemica invece sulla diretta condotta da Paolo Bonolis
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MODENA. «La tempesta perfetta». Così Vasco Rossi ha definito, il giorno dopo, la lunga e magica serata al Modena Park per i suoi 40 anni di carriera. «Una grandissima soddisfazione» per il rocker di Zocca che per prima cosa ha voluto ringraziare la «combriccola pacifica che ha invaso Modena, capitale del rock per un giorno. E noi abbiamo portato un po’ di gioia». Modena, dove tutto è iniziato e dove tutto ricomincia. Ma senza ansia, senza timori. Nonostante sia stata una giornata storica quella di sabato, il Kom l'ha vissuta serenamente. Non pensando che quello di Modena fosse il concerto della vita, il concerto dei record (nessuno come lui finora, con 220 mila biglietti venduti per un'unica data).
E allora tutto come da abitudine. Solo, con un po’ di eccitazione in più per quella che ha voluto fosse una festa con qualche decina di miglia di invitati. Prima dell'inizio del concerto ha voluto vedere con i suoi occhi dall'alto la moltitudine che affollava il parco Ferrari. E così con l'elicottero che da Rimini, dove si era rifugiato tra il verde e il mare negli ultimi giorni di preparazione del concerto in cerca di tranquillità e concentrazione, faceva la spola con Modena, ha fatto due, tre, quattro giri sul pubblico. Per capacitarsi dell'ondata di affetto che lo ha raggiunto ed essere pronto a restituirla duplicata, triplicata. «Il locale è pieno, eh?», ha scherzato appena atterrato a un paio di chilometri dal parco e prima di scomparire nei camerini in cerca delle ultime ore di concentrazione, tra una cena leggera e un ripasso agli ultimi dettagli, rigorosamente senza vedere nessuno. La stessa liturgia, che sia un concerto per pochi intimi o per 220 mila persone. Mai nervoso, sempre tranquillo, raccontano dal suo entourage.
Sul palco non ha tradito l'emozione, con l'idea di godersi la festa fino in fondo e di rivivere tutta la sua storia. «L'unico sforzo» è stato quello di rientrare nelle canzoni, tornando al momento in cui le ha scritte. Il suo punto di arrivo e il suo punto di partenza. Tre ore e mezzo di musica, poi via di nuovo in elicottero. Di nuovo destinazione Rimini, per l'ultima volta. Un brindisi in albergo con i collaboratori più stretti, solo 5-6 persone, e poi il riposo.
E così il concerto dei record può essere archiviato come un successo. Modena, la capitale del rock per un giorno, ha retto bene all'invasione pacifica dei fan di Vasco Rossi. Le uniche polemiche della serata sono nate intorno allo speciale di Ra1 «La notte di Vasco», condotto da Paolo Bonolis, in diretta da Modena (che comunque è stato un successo in termini di ascolto con oltre 5 milioni e 600 mila spettatori e il 36% di share). Chi si aspettava di vedere in tv l'intero concerto è rimasto deluso e si è sfogato sui social.
In difesa del conduttore è intervenuto Gianmarco Mazzi, responsabile per Rai1 del programma: «Il progetto editoriale in tv si è basato su 28 dei 38 brani eseguiti da Vasco Rossi, per i quali gli organizzatori dell'evento hanno concesso i diritti di trasmissione televisiva, avendo riservato alla proiezione nei cinema la versione integrale del concerto». Soddisfatti del risultato anche il direttore generali della Rai Mario Orfeo e il direttore di Rai1 Andrea Fabiano.
E allora tutto come da abitudine. Solo, con un po’ di eccitazione in più per quella che ha voluto fosse una festa con qualche decina di miglia di invitati. Prima dell'inizio del concerto ha voluto vedere con i suoi occhi dall'alto la moltitudine che affollava il parco Ferrari. E così con l'elicottero che da Rimini, dove si era rifugiato tra il verde e il mare negli ultimi giorni di preparazione del concerto in cerca di tranquillità e concentrazione, faceva la spola con Modena, ha fatto due, tre, quattro giri sul pubblico. Per capacitarsi dell'ondata di affetto che lo ha raggiunto ed essere pronto a restituirla duplicata, triplicata. «Il locale è pieno, eh?», ha scherzato appena atterrato a un paio di chilometri dal parco e prima di scomparire nei camerini in cerca delle ultime ore di concentrazione, tra una cena leggera e un ripasso agli ultimi dettagli, rigorosamente senza vedere nessuno. La stessa liturgia, che sia un concerto per pochi intimi o per 220 mila persone. Mai nervoso, sempre tranquillo, raccontano dal suo entourage.
Sul palco non ha tradito l'emozione, con l'idea di godersi la festa fino in fondo e di rivivere tutta la sua storia. «L'unico sforzo» è stato quello di rientrare nelle canzoni, tornando al momento in cui le ha scritte. Il suo punto di arrivo e il suo punto di partenza. Tre ore e mezzo di musica, poi via di nuovo in elicottero. Di nuovo destinazione Rimini, per l'ultima volta. Un brindisi in albergo con i collaboratori più stretti, solo 5-6 persone, e poi il riposo.
E così il concerto dei record può essere archiviato come un successo. Modena, la capitale del rock per un giorno, ha retto bene all'invasione pacifica dei fan di Vasco Rossi. Le uniche polemiche della serata sono nate intorno allo speciale di Ra1 «La notte di Vasco», condotto da Paolo Bonolis, in diretta da Modena (che comunque è stato un successo in termini di ascolto con oltre 5 milioni e 600 mila spettatori e il 36% di share). Chi si aspettava di vedere in tv l'intero concerto è rimasto deluso e si è sfogato sui social.
In difesa del conduttore è intervenuto Gianmarco Mazzi, responsabile per Rai1 del programma: «Il progetto editoriale in tv si è basato su 28 dei 38 brani eseguiti da Vasco Rossi, per i quali gli organizzatori dell'evento hanno concesso i diritti di trasmissione televisiva, avendo riservato alla proiezione nei cinema la versione integrale del concerto». Soddisfatti del risultato anche il direttore generali della Rai Mario Orfeo e il direttore di Rai1 Andrea Fabiano.
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