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«I miei hacker in difesa delle coste sarde»

«I miei hacker in difesa delle coste sarde»

Livia Sambrotta oggi in piazza Pino Piras con il romanzo “Tango Down” ambientato nell’isola

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ALGHERO. Nata a Roma e residente a Milano, Livia Sambrotta per un po’ di tempo ha abitato anche in Sardegna. A Quartu a Sant’Elena in particolare. Un periodo che non ha dimenticato, tanto da decidere di ambientare in quella parte dell’isola il suo nuovo romanzo: “Tango Down”. Pubblicato di recente da Pendragon, il libro racconta di un gruppo di giovani hacker pronto a organizzare un’azione di sabotaggio nei confronti di una multinazionale che si vuole appropriare di uno dei tratti più belli della costa per edificare un resort di lusso. Elisa, sedicenne del gruppo, scompare misteriosamente proprio nella notte del cyber attacco. Sulla località, animata dai turisti che si preparano a festeggiare la notte di ferragosto, cala così l’ombra del mistero.

L’autrice lo presenterà oggi ad Alghero, alle 21 in piazza Pino Piras, nel corso di un incontro dedicato al noir e condotto da Elias Vacca. Sul palco ci sarà infatti anche lo scrittore Piergiorgio Pulixi, per parlare del suo “L’ira di venere” (Edizioni Cento Autori). «Come altri sardi che lavorano sul genere giallo e noir – sottolinea Livia Sambrotta – Piergiorgio è un autore importante per il contributo fondamentale dato alla nostra letteratura. In particolare nel modo di raccontare mondi criminali difficili, con un tono anche d’inchiesta, dettagliato, che permette al lettore di conoscere certe dinamiche». Da qui la necessità di un lavoro preparatorio, di indagine, che spesso richiede parecchio tempo: «Nel mio caso oltre all’aver abitato in Sardegna – spiega la scrittrice – è servito leggere alcuni libri, recuperare delle fonti online e soprattutto raccogliere delle testimonianze dirette. Per esempio ho parlato con uno sviluppatore che svolge anche il ruolo di hacker. La verosimiglianza è fondamentale, anche se il racconto è di finzione». Fiction che si costruisce attorno a una serie di personaggi. Nel caso di “Tango Down”, come evidenzia Livia Sambrotta, la narrazione parte da Elisa. «È una sedicenne che fa parte di un gruppo hacker – spiega l’autrice – anche se non ha le stesse competenze informatiche degli altri. A spingerla è una forte passione per il territorio che vuole difendere dalle corporation interessate a cementificare le coste. Mi interessava raccontare questo suo lato, ma anche il carattere controverso dell’essere adolescenti. La fragilità, le debolezze che si nascondono dietro un’identità digitale che spesso non corrisponde a quella reale». (f.c.)

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