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San Teodoro, due giorni col grande jazz

San Teodoro, due giorni col grande jazz

Paolo Angeli e il trio di Gavino Murgia hanno entusiasmato il pubblico di piazza Mediterraneo

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SAN TEODORO. Si è chiuso ieri sera il “San Teodoro Jazz festival”. Sul palco, a sancire il successo della manifestazione, un inedito trio guidato dal polistrumentista Gavino Murgia con il fisarmonicista Luciano Biondini e il poliedrico batterista-percussionista americano Jarrod Cagwin.

Domenica invece era stato uno straordinario Paolo Angeli a traghettare il numeroso pubblico ancorato nell'istmo di piazza Mediterraneo sferzata dal maestrale in un viaggio musicale unico. Il musicista di Palau, approdato ormai da divers anni a Barcellona, ha stregato gli spettatori con i dialoghi partoriti dal connubio tra la sua chitarra sarda da lui stesso preparata (a 18 corde, con martelletti, pedaliere, eliche ed altre diavolerie) e la sua voce. Una musica dell'anima, una naturale colonna sonora che sembrava disegnare paesaggi struggenti dei vari continenti dove Paolo Angeli ha peregrinato per assorbirne suggestioni, sonorità che di fatto hanno poi influenzato il suo percorso artistico. C'è ovviamente la sua Gallura ( fondamentale per il suo percorso artistico la conoscenza di alcuni virtuosi del canto a chitarra)- di cui fa vibrare l'anima in una personalissima Corsicana. Una sorta di fado sardo all'insegna della nostalgia, ma ovviamente c'è anche la Spagna con un flamenco dedicato al grande Paco De Lucia. Una terra che lo ha accolto contribuendo assieme ad altri lidi e incontri al suo particolare timbro perennemente in fieri. Angeli non utilizza solo gli strumenti nello strumento (la sua chitarra è in effetti anche un piano, una batteria ed altro ancora) ma dialoga anche con il pubblico sentendone l'emozione e il coinvolgimento. Si avverte il piacere del musicista - artigiano ancora proiettato nel lungo cammino della conoscenza. Uno di quelli che avrà sicuramente ancora tanto da dire sempre toccando le corde del pathos.

Prima di lui erano saliti sul palco Matteo Pastorino, clarinettista e direttore artistico del festival, Massimo Carboni, Gianni Filindeu e Salvatore Maltana. Giovani, preparati ed entusiasti hanno percorso il primo tratto della serata accogliendo il pubblico con un ottimo jazz in un festival che vuole continuare a crescere nelle proposte e nei contenuti.



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